Da un po’ di tempo preferisco scrivere su questo blog piuttosto che sulla carta stampata. Il fatto è che la situazione del giornalismo in Italia è da terzo mondo: gli editori fanno i comodi loro tenendo sotto scacco i giornalisti con contratti capestro e compensi ridicoli per chi è solo collaboratore (la maggior parte, cioè). Non si può nemmeno dire che sia un lavoro, a certe condizioni. Eppure lo si fa ugualmente, ma solo per passione.
D’altra parte, i blog stanno mostrando una vivacità che la carta stampata non ha. Permettono di avere un contatto diretto con i lettori, creano network, e i loro autori producono contenuti riconoscibili come più personali rispetto a quelli di un giornalista che scrive per conto di una testata editoriale.
Questo blog, insomma, mi sta dando soddisfazioni diverse da quelle di una pubblicazione su un quotidiano o una rivista. Almeno, ora sono padrone in tutto e per tutto di uno spazio che posso gestire in assoluta libertà, prendendomene tutti i meriti (o le colpe). Alla luce di queste considerazioni ho trovato molto interessante il saggio di Antonio Sofi intitolato “Un nuovo giornalismo s’intreccia nella Rete: l’informazione nell’era dei blog“, in cui l’informazione tradizionale viene confrontata con quella prepotentemente emergente dei blog. Dal link che ho fornito è possibile scaricare gratuitamente il saggio rilasciato dall’autore con Licenza Creative Commons. La pubblicazione era originariamente contenuta in:
SORRENTINO CARLO (a cura di), “Il campo giornalistico. Nuovi orizzonti dell’informazione”, Roma, Carocci, 2006, pp. 141–168.
Una curiosità: nel passaggio dal giornalismo tradizionale al blog, qualche collega si è riconosciuto nel mio sfogo, o sono l’unico?

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