È raro che un artista non abbia rispetto per il suo pubblico, quantomeno platealmente (dei pensieri intimi non si può sapere). Eppure, qualche giorno fa, Keith Jarrett ad Umbria Jazz l’ha fatta davvero grossa. Non si può, in pubblico, definire “dannata” la città che ti ospita per suonare. Nemmeno se sei Keith Jarret.
Proprio giorni fa, a proposito di un concerto di Sergio Caputo, mi lamentavo, invece, della maleducazione del pubblico, piuttosto distratto e rumoroso in quell’occasione. In un caso del genere, comunque, il pubblico manifesta semplicemente una scarsa partecipazione all’evento. Se l’artista non riesce ad essere coinvolgente (per qualsiasi ragione), il pubblico può benissimo esercitare il suo diritto di critica anche fischiandolo. Dopotutto, in molti casi, avrà pagato anche un biglietto… A proposito di jazz e di contestazioni da parte del pubblico, come possono non venire alla mente i pesanti dissensi (chiamiamoli così…) che Ornette Coleman subì negli anni ’60? Coleman venne anche picchiato per il tipo di musica che faceva! Però, l’artista aveva il suo progetto e l’ha portato avanti coraggiosamente. La storia, poi, gli ha dato ragione.
Keith Jarrett, invece, insulta il suo pubblico. In questi giorni se ne è parlato molto; incuriosito dalla notizia ho fatto una piccola ricerca su internet e vorrei dunque segnalare le cose che mi hanno colpito di più in proposito. La discussione più animata si trova su un sito dei fan di Jarrett, nei commenti ad un articolo di Franco Fayenz, che il sito riporta. Tra i partecipanti alla discussione c’è anche chi dichiara che “se un giorno deciderà di fare la cacca nel pianoforte io lo applaudirò“. De gustibus… La dichiarazione di un pianista ora molto in voga, Giovanni Allevi, è invece completamente discordante, e la notizia mi solleva un po’.
Alla fine, sembra che Jarrett abbia chiesto scusa, attraverso il suo manager. Però, la sera dopo di lui, ad Umbria Jazz ha suonato Ornette Coleman che, oltre ad essersi esibito in un meraviglioso concerto, alla fine si è concesso ad un ampio abbraccio con il pubblico. Nonostante le botte ricevute molti anni prima…

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