Le quattro stagioni di Vivaldi, ricomposte. Al Festival Ogrody Muzyczne di Varsavia

Ogrody muzyczne (Giardini musicali) è un festival cominciato ieri a Varsavia, che è dedicato in gran parte all’Italia (come il nome di ispirazione barocca può lasciare intuire).
La serata inaugurale ha proposto tre composizioni orchestrali contemporanee, eseguite dell’orchestra da camera della città di Tychy, sotto la direzione del Maestro Marek Moś.
Il concerto è stato aperto dalla prima esecuzione mondiale di Resurgence, del compositore e musicologo francese François-Bernard Mâche (presente in sala): si tratta di una composizione atonale in un solo movimento, che nei cinque minuti della sua durata ha riproposto frizzi e lazzi tipici delle avanguardie musicali novecentesche.
Sulla stessa linea è stata anche la composizione successiva, Four Seasons for Violin and String Ensemble, di Sukhi Kang, che ha visto l’ingresso in scena del bravissimo violinista Janusz Wawrowski. Sette movimenti di musica contemporanea, con tutte le dissonanze del caso.
Il pezzo forte della serata è stato però quello dopo la pausa, ovvero The Four Seasons Recomposed, di Max Richter: Le quattro stagioni di Vivaldi, ricomposte. Già, proprio così. Con un’operazione difficile e originale (ma anche – diciamolo – spudoratamente “commerciale”), Richter è riuscito a dare una veste nuova a uno dei pezzi più universalmente noti del repertorio classico. Il “giochino”, ben riuscito, ha fatto leva sull’alternanza delle melodie originali con altre composte per l’occasione, ma soprattutto sulle nuove orchestrazioni che, sostenendo le melodie originali, le facevano suonare come “diverse” pur essendo già note. Spesso, anziché ricorrere ai contrappunti presenti nell’orchestrazione vivaldiana, si faceva uso di tappeti armonici di chiaro stampo cinematografico, che rendevano in tal modo piů moderne queste melodie antiche.
Mi viene da dire che sia stata un’operazione a suo modo molto “rock”, coraggiosa e dunque meritevole di interesse, visto anche l’ottimo risultato artistico e l’entusiasmo suscitato nel pubblico (attempatissimo). Del resto, il direttore d’orchestra con la bandana mostrava di essere perfettamente a suo agio in una situazione così anomala per un concerto “classico”, che alla fin fine di classico aveva ben poco. Applausi dunque meritati, sia per la composizione che per l’ottima interpretazione del solista e dell’orchestra.
I concerti del festival Ogrody Muzyczne proseguiranno quasi quotidianamente fino al 19 luglio. Io sarò qui a raccontarli.

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