La pizzica a Varsavia: Giovanni Sollima e l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta.

La taranta ha pizzicato anche a Varsavia. Tutti a battere le mani sui ritmi scatenati dei tamburelli, nel meraviglioso concerto di ieri sera che Giovanni Sollima e l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta hanno tenuto nell’ambito del festival Ogrody Muzyczne.

Per un paio di ore si è avuta quasi l’illusione di essere nel Salento baciato dal sole, e che sotto il sole di tanti anni fa vedeva le donne che lavoravano nei campi pizzicate dal morso del mitico ragno, a cui seguivano ore e ore di danze irrefrenabili come cura necessaria. Per chi – come me – è emigrato dal sud Italia, si è trattato di un bellissimo regalo che ha riportato un po’ di calore in una città a volte un po’ fredda (e non solo climaticamente). Per la maggior parte degli altri, invece, deve essere stata una gradita scoperta, visto che in un primissimmo momento il pubblico è rimasto composto sulle sedie, forse ignaro che quei ritmi sarebbero stati il filo conduttore di tutto il concerto. Non c’è voluto molto, però, affinché il coinvolgimento fosse totale, anche da parte delle numerose signore più anziane. L’unica “pecca” del concerto è stata proprio la presenza stessa delle sedie, che – agli occhi di chi è abituato ad assistere a questo genere di musica in altri contesti – risultava un po’ surreale (così come è surreale qualsiasi musica da ballo inserita nel contesto di un concerto “formale”). Del resto, considerata l’età media del pubblico molto alta, doveva essere per forza così.

La musica – come già detto – è stata eccitante, e non poteva essere altrimenti con una sezione ritmica corposissima, composta da due batterie e una nutrita schiera di tamburellisti. Ciò che rende particolare l’orchestra, però, è la presenza della sezione di violoncelli, che certo non fa parte dell’organico tipico della pizzica (come la batteria e il basso elettrico, del resto), ma si inserisce in modo assolutamente normale nel contesto, arricchendolo ulteriormente pur nel rispetto della tradizione. A capo di questa sezione di violoncelli, e di tutta l’orchestra, c’è un grande virtuoso dello strumento come Giovanni Sollima, che con la sua energia ha diretto in modo impeccabile un gruppo di musicisiti eccellenti.

A rendere il tutto ancora più prezioso c’erano le immancabili ballerine, che sfogavano i loro passi sugli antichi movimenti usati per cacciare via gli effetti del morso della taranta.

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