Vivere lontano da casa, condividendo un appartamento (una villa, nel mio caso) con altri ragazzi ha i suoi vantaggi per ciò che riguarda la libertà, ma ha anche diversi aspetti meno allettanti. Già lo sapevo per aver vissuto per tanto tempo da solo a Bologna, ma ieri questa terribile verità si è ripresentata in tutta la sua evidenza nei momenti cruciali del pranzo e della cena.
Preso dalla voglia di un bel piatto di wurstel e patate, mi sono messo al lavoro e dopo aver preparato il tutto (con porzioni assai generose per me e i miei poveri coinquilini) ho messo il tegame nel forno. Mia madre mi ha insegnato che bastano circa venti minuti/mezz’ora perché tutto sia pronto… Macchè! Dopo tre quarti d’ora le patate erano ancora crude. Eppure non si poteva aspettare più, perché da lì a poco c’era l’incontro di animazione per i ragazzi portatori di handicap di Cerciag (una cooperativa di educazione e riabilitazione). Beh, per non rimanere a digiuno abbiamo avuto il coraggio (ce ne voleva…) di mangiarle comunque. La sera, a cena, abbiamo avuto ospiti. Le ragazze hanno preparato delle zucchine ripiene, sempre al forno… con l’aggiunta delle patate avanzate a pranzo! Misteriosamente dopo pochi minuti tutti si sono alzati dalla tavola.
Comunque, siamo giunti alla conclusione che il forno, evidentemente, ha dei problemi. Oggi, a pranzo, erano avanzate ancora delle zucchine, che la pigrizia di preparare qualcos’altro ci ha fatto mangiare comunque. Però, alla fine, io e il mio amico Gaetano siamo scappati in pasticceria a rincuorarci con delle pastel de nata (tipici dolci portoghesi alla crema). Ma che tristezza!

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