Woody Allen

Ieri ero a Lisbona per assistere ad un concerto di Woody Allen che, come è noto, si trastulla spesso a suonare il clarinetto in una orchestrina dixieland. Niente male, devo dire. I musicisti erano bravi e lui, pur non essendo una cima, se la cavava abbastanza bene, usando spesso l’ironia di un suono assai ridicolo (un vibrato simile al verso di una papera) che riusciva a cavare fuori dal suo strumento. Al di là del concerto in sé, la cosa che mi ha stimolato è stata la possibilità di presentarmi come inviato per Drome, dunque con il privilegio giornalistico di potere eventualmente chiedere una intervista al grande cineasta. Ovviamente un personaggio del genere non è così facilmente avvicinabile, ma un sogno non costa nulla. Come era prevedibile, nonostante la presenza delle maggiori testate giornalistiche del Portogallo (era l’unica tappa nazionale), Woody Allen non ha concesso alcuna intervista. A nessuno. Eppure, un viaggio mentale può pagare tutti gli sforzi di uno fisico.

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