Una calda estate in solitudine, da Paolo Conte a Raphael Gualazzi.

Paolo Conte - Raphael Gualazzi

Oggi verso mezzogiorno, mentre ero annichilito dal caldo insopportabile della mia auto senza aria condizionata, sento improvvisamente provenire dalla radio le parole di una canzone, nelle quali mi sono immedesimato istantaneamente: “Calda estate non si riesce a far più niente / che morire sotto il sole tra le gabole e la gente / e non so più dove andare ma non voglio questa gente / dove sei […]”. La canzone, bellissima, è “Calda estate (dove sei)” di Raphael Gualazzi, e devo dire che – al di là della facile associazione con la mia sfortunata condizione di automobilista sotto il sole – ha subito richiamato alla memoria un’altra canzone che tratta lo stesso tema, ovvero “Azzurro” di Paolo Conte, che comincia con queste parole: “Cerco l’estate tutto l’anno / e all’improvviso eccola qua / Lei è partita per le spiagge / e sono solo quassù in città / Sento fischiare sopra i tetti / un aeroplano che se ne va / Azzurro / il pomeriggio è troppo azzurro / e lungo per me / Mi accorgo / di non avere più risorse / senza di te […]”.

Entrambe le canzoni parlano di un’estate solitaria senza la propria donna, e della ricerca di lei come fuga da un caldo opprimente. La noia, il bisogno di evasione, il desiderio della compagnia femminile sono elementi presenti in entrambe le canzoni. Addirittura, la voce strascicata di Raphael Gualazzi richiama abbastanza palesemente quella ben più ruvida di Paolo Conte, come se volesse essere un omaggio al grande cantautore astigiano. O forse, è semplicemente il caldo a far trascinare le parole, annichilite anch’esse dal solleone. Ad ogni modo, con la scusa del caldo, vi consiglio di consolarvi ascoltando queste due splendide canzoni.


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