Suzanne Vega a Varsavia: io c'ero!

Suzanne Vega.jpg Finalmente ho assistito ad un concerto di Suzanne Vega. Erano 20 (venti!) anni che aspettavo questo momento (nel frattempo ho fatto anche altre cose, però…).
Sono tornato a casa da poco dopo una meravigliosa serata, una di quelle che rimarranno a lungo nella memoria. Il concerto di Suzanne Vega, qui a Varsavia, è stato emozionante come pochi altri, in alcuni momenti mi sono addirittura commosso… Ora mi rendo conto di essere poco razionale, scusatemi, ma mi sembra bello fissare ora un’emozione che è stata intensa.
Il repertorio ha dato molto spazio all’ultimo album, che non amo in modo particolare, mentre i momenti più belli dello spettacolo, a mio avviso, sono stati quelli riservati alle canzoni più vecchie. In particolare, ho apprezzato maggiormente le sue canzoni più intime, come “Caramel”, “Gypsy”, o “Tom’s Diner” (quest’ultima riproposta a fine concerto anche nella famosa versione remix da discoteca), mentre l’arrangiamento più interessante è stato probabilmente quello di “Blood makes noise”, con la voce supportata solamente dal basso di Michael Visceglia (a proposito: che impressione rivederlo invecchiato di vent’anni rispetto a come me lo ricordavo nella foto del libretto di “Solitude Standing“…!). Al di là delle osservazioni puramente musicali, però, è stata una serata veramente emozionante, soprattutto per via della mia storia personale che per vari motivi mi ha impedito di assistere prima di oggi (o meglio… ieri, visto che è passata mezzanotte) ad un concerto di Suzanne Vega. Penso che a volte sia bello far sì che le cose si prendano il loro tempo, per poi assaporarle pienamente e con più gusto al momento giusto. Stasera, per me, è stato così.
A concludere in bellezza la serata c’è stato un evento simpatico: mi è capitata tra le mani la scaletta del concerto (leggermente diversa da ciò che hanno suonato – non c’è stata “Small blue thing”, peccato), consegnatami senza che l’avessi chiesta, e chissà perché, da qualcuno che stava sul palco, a concerto finito. Ho pensato che sarebbe stato carino farsi autografare il “reperto” da tutti i musicisti, oltre che da Suzanne. L’immagine è qui sotto, con la firma di Suzanne Vega in basso a destra. Ahh…!!! Soddisfazioni!

Autografo Suzanne Vega.jpg

3 pensieri su “Suzanne Vega a Varsavia: io c'ero!

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  2. Giulio

    Bhe! non immaginavo che tu non avessi ancora potuto vedere un concerto di Suzanne Vega, ricordo la tua passione per lei dai tempi delle superiori (praticamente da quando ci siamo conosciuti), varsavia si sta rivelando sconvolgente 🙂 Un salutone da Nunzia e Peppe, Ciao

  3. sabina

    o filippo!!!!! ti trovo sempre in posti diversi dell’europa…wow che figata! bene aproveita e fica bem e quem sabe se calhar venho a encontrar-te ali…beijos

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