Sergio Caputo e i concerti gratuiti

Ieri sera ho assistito, per la prima volta, ad un concerto di Sergio Caputo, a Gravina di Puglia. Come probabilmente molti sanno, Sergio vive in California da diversi anni (dal 1999, per l’esattezza), dunque vederlo da queste parti è un’occasione abbastanza particolare.
Devo dire che nonostante i suoi brani più famosi non siano proprio recentissimi (sono passati più di vent’anni, accidenti!) mantengono sempre una freschezza speciale: quel misto di swing e ironia funziona ancora alla grande! Le sue canzoni sono piccoli gioielli in cui tutti gli ingranaggi sono al posto giusto, basti pensare solo all’impresa di dover far coincidere gli accenti sincopati del jazz con quelli della lingua italiana. Per risolvere questo problema Sergio Caputo fa un uso considerevole di parole sdrucciole, e non è un caso che ciò avvenga principalemente in quei pezzi con più swing, similarmente a quanto fa un grande maestro della canzone italiana: Paolo Conte.
Al di là della bellezza delle canzoni il concerto è stato impeccabile (l’impianto audio no, però), ma ciò che mi ha colpito è stato vedere un pubblico assolutamente distratto e maleducato. Troppa gente parlava e non sembrava prestare troppa attenzione alla musica. Era un concerto gratuito (o con posti a sedere economicissimi), quindi va da sé che può succedere. Però, chi come me si voleva godere la musica, ha fatto un po’ di fatica e ha provato una certa insofferenza verso i chiacchieroni. Immagino che ne abbia sofferto un po’ anche Sergio Caputo, che dal palco si sarà sicuramente accorto del “gelo” tra gli spettatori (che per fortuna si sono “scongelati” sugli ultimi pezzi). Lui saprà senz’altro che serate del genere possono capitare, ma immagino che non sia comunque bello venire dall’altra parte del mondo per ricevere questa accoglienza…

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  1. Parole di musica » Blog Archive » Se Keith Jarrett fa i capricci… - 14 luglio 2007

    […] se sei Keith Jarret. Proprio qualche giorno fa, a proposito di un concerto di Sergio Caputo, mi lamentavo della maleducazione del pubblico, piuttosto distratto e rumoroso. In un caso del genere, comunque, […]

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