Archive | Segnalazioni

Hiromi in Italia.

La sua musica è indubbiamente jazz, ma non ha a che vedere solamente con il jazz: la pianista giapponese Hiromi nella sua musica mette molto di più. C’è la passione, innanzitutto, che trasuda da ogni nota. C’è un senso giocoso del fare musica, una leggerezza che l’ascoltatore percepisce immediatamente. C’è, soprattutto, un talento assolutamente fuori dal comune, a cui le limitazioni di genere stanno strette: le influenze del rock e della musica classica si sentono eccome, e ciò che ne esce fuori alla fine è qualcosa di realmente eccitante. Negli ultimi anni predilige la formula del trio, insieme al bassista Anthony Jackson e al batterista Simon Phillips (già batterista dei Toto), e proprio la batteria di impostazione più “pesante” dà al trio una propulsione ritmica perfettamente in linea con gli energici spunti creativi di Hiromi.

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Il genio assoluto di un musicista diciannovenne: Jacob Collier.

Quincy Jones, Jacob Collier, Herbie Hancock.

Il ragazzo che vedete nella foto qua sopra insieme a due leggende viventi come Quincy Jones e Herbie Hancock si chiama Jacob Collier, e non è semplicemente un loro fan. Di lui, caricando questa foto su Facebook, Quincy Jones ha scritto (due giorni fa):

Hangin’ with two absolute geniuses: Herbie Hancock and Jacob Collier at the Montreux Jazz Festival.

[In compagnia di due geni assoluti: Herbie Hancock e Jacob Collier al Montreaux Jazz Festival].

Leggendo questa affermazione di Quincy Jones su Facebook, non ho potuto fare a meno di pensare: «se Quincy Jones si rivolge a questo ragazzino con l’appellativo di “genio assoluto”, bisognerà prestare attenzione e fare in modo di ascoltarlo!». Con pochi clic sono dunque approdato al video che trovate qua sotto, rimanendo a bocca aperta.

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“L’ispirazione è come un treno in corsa”. Intervista al cantautore Marco Sforza.

Il cantautore Marco Sforza ha la schiettezza tipica degli emiliani, e di conseguenza le sue canzoni riflettono il carattere ruspante di quella terra: frizzanti come un buon lambrusco e sostanziose come un piatto di tortellini. Ascoltandolo dal vivo, inoltre, questa sensazione non può che accentuarsi, visto il rapporto particolare che instaura con il pubblico. Il contesto intimo in cui ho potuto ascoltarlo (l’inaugurazione della libreria Piccoli Labirinti, a Parma, di fronte ad un’audience ristrettissima), non ha potuto che enfatizzare ancora di più queste sue caratteristiche. Quella che segue è un’intervista a questo grande talento della musica italiana, che può essere tranquillamente inserito tra i grandi nomi della nostra canzone d’autore.

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Il nuovo album dei Doctor 3, tra jazz e pop-rock.

C’è un trio jazz in Italia che non è un trio come tutti gli altri. I Doctor 3 – ovvero Danilo Rea (piano), Enzo Pietropaoli (contrabbasso) e Fabrizio Sferra (batteria) – hanno quella marcia in più che fa sì che la loro musica arrivi all’ascoltatore con una tale freschezza da essere apprezzata anche da chi non ami particolarmente il genere. Dopo cinque anni di pausa, hanno pubblicato a giugno un nuovo album intitolato semplicemente Doctor 3, in cui reinterpretano in chiave jazz diversi classici del rock e del pop, includendo brani dei Bee Gees, dei Beatles, di David Bowie o dei Doors. Ovviamente lo fanno a modo loro, ovvero mettendo le melodie al primo posto (anche nelle improvvisazioni), ma avendo un motore ritmico sempre pronto allo scatto che si basa su un interplay collaudatissimo. Oltre al nuovo album stanno facendo dei concerti in giro per l’Italia (la settimana scorsa erano a Umbria Jazz 2014), per cui se capitano dalle vostre parti… sapete cosa fare! Qui sotto, ad ogni modo, potete ascoltare il loro ultimo album.

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Wallis Bird – Deeper Down Studio Session.

La bravissima Wallis Bird ha suonato recentemente alcune canzoni tratte dal suo ultimo album Architect per una sessione musicale ripresa da quelli di Hauskonzerte.com, che hanno fatto un ottimo video della performance. Vi segnalo il video perché è prodotto veramente bene e perché potete vedere una grande artista in azione con la sua band in un mini-concerto in studio della durata di quindici minuti. Le canzoni eseguite sono Holding a light, I can be your man, Hardly hardlyDaze. Mi sono accorto solo adesso di non aver mai parlato di Wallis Bird su questo blog, nonostante abbia scoperto la sua musica già nel 2006 (prima che incidesse il suo album di debutto) durante un incredibile concerto a Francoforte. Presto colmerò la lacuna con un po’ di informazioni in più su di lei, ma nel frattempo godetevi questo video.

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La magia italiana nelle canzoni di Jarek Wist.

Con una grande passione per l’Italia, Jarek Wist canta in Polonia (e in polacco) canzoni che sono state per lo più ispirate dalle melodie italiane degli anni Cinquante a Sessanta, e dallo stile di vita italiano. Ora sta promuovendo il suo ultimo album Jest Zapizane con una serie di concerti in Polonia. Tempo fa l’ho incontrato in occasione di un suo concerto a Varsavia e ho avuto modo di fare quattro chiacchiere con lui. Vi propongo dunque il video con alcune immagini del concerto insieme alla mia intervista.

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Le sperimentazioni elettroniche dei Bin-Jip.

Tempo fa, durante un viaggio in Ungheria, ho scoperto la musica di Harcsa Veronika e del gruppo Bin-Jip in cui canta. Inizialmente fui piacevolmente sorpreso dalla bellissima voce di impostazione jazz della cantante, e dai suoi lavori come solista, ma poi fui totalmente preso dalla musica che fa insieme al gruppo suddetto, in cui è accompagnata dal chitarrista Gyémánt Bálint e dal produttore musicale Andrew J all’elettronica. La particolarità di questo trio è proprio nell’uso dell’elettronica, che si mescola in modo eccitante e inusuale con la voce e la chitarra, attraverso arrangiamenti che sperimentano coraggiosamente con i suoni dei tre musicisti. Il primo album, pubblicato nel 2010, si intitolava Enter ed era un viaggio affascinante e a suo modo inedito tra vibrazioni elettroniche, fraseggi jazz e altre suggestioni sonore: vi suggerisco di ascoltare quantomeno la traccia che dà il titolo all’album, che ha oltretutto un video visionario quanto la musica stessa.

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L’indie-rock dei Razorlight.

Se ancora non conoscete i Razorligth, dovreste ascoltarli: sono una band indie-rock molto popolare in Inghilterra, e ascoltandoli dal vivo lo scorso 21 giugno a Varsavia, al Wianki nad Wisła 2014, mi hanno trasmesso una vagonata di energia. Sono uno di quei gruppi che dal vivo rendono meglio che su disco (ok… streaming e mp3), per via del coinvolgimento che riescono a creare, però vi consiglio ugualmente di ascoltarli dal vostro computer, magari alzando un po’ il volume.

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