Archive | Segnalazioni

MEI 2016 – Impressioni personali

Faenza – Piazza del Popolo

Lo scorso fine settimana, dal 23 al 25 settembre, sono stato a Faenza per partecipare alla ventesima edizione del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti – nell’ambito del quale si è tenuto il primo Festival del Giornalismo Musicale, organizzato da Enrico Deregibus insieme all’ideatore del MEI, Giordano Sangiorgi.

Da diverso tempo volevo assistere a questa manifestazione, e l’edizione di quest’anno è stata per me irrinunciabile proprio grazie alla possibilità di incontrare altri colleghi nel settore del giornalismo musicale.

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“Kiedy Quando”, una canzone estiva siculo-polacca

È estate, fa caldo, si pensa solo al mare e a cercare un po’ d’ombra, ma se uno vive in città e al mare non ci può andare è fritto. Se poi lo sventurato dovesse vivere anche a Varsavia come il sottoscritto, che può fare? Può ascoltare la canzone Kiedy Quando, di Stefano Terrazzino & Belli Ribelli, per tirarsi un po’ su il morale.

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Adam Ben Ezra: un contrabbassista solista e funky.

Quello che vi segnalo oggi è un contrabbassista con un talento fuori dal comune: Adam Ben Ezra. Israeliano, suona un contrabbasso a cinque corde costruito su misura, e promuove la sua musica attraverso il suo seguitissimo canale YouTube. Il suo stile lo porta ad esibirsi spesso da solo, ed è da solo che potete osservarlo nel video seguente, in cui gioca con un multieffetto e un registratore di loop. Il risultato è sorprendente. E funky.

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“Ho giocato e perso l’anima ai dadi”, un capolavoro di Stefano Vergani.

Oggi non ce n’è per nessuno: la canzone del giorno è Ho giocato e perso l’anima ai dadi, di Stefano Vergani. Più l’ascolto, e più mi convinco che è un capolavoro.

La storia raccontata nei tre minuti di durata della canzone è surreale: il protagonista è incapace di provare alcun sentimento dopo aver giocato e perso l’anima ai dadi. Ovviamente la ragazza non dovrà sapere nulla, altrimenti povero lui, e poveri tutti. Ma tutti chi? Tutti quelli che come lui hanno perso l’anima e non provano più amore né dolore. In tutto ciò, la musica ha un ritmo scoppiettante e definisce perfettamente un clima brioso lì dove altrimenti rimarrebbe solo la tragedia per la perdita dell’anima. L’arrangiamento, in particolare, ha una funzione importantissima nel delineare il carattere brioso dell’intera canzone: e allora si va dal coro maschile dei “dannati” senz’anima, ad una fanfara che con il suo pun-pa-za sottolinea l’ironia di una situazione tragicomica. E poi c’è quella voce, che sa raccontare la storia con la stessa naturalezza di un consumato attore.

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Rocco Papaleo, Maratea e la Basilicata.

Ho scoperto oggi il blog di Rocco Papaleo, ritrovando nei suoi post la stessa leggerezza e poesia che ho sempre apprezzato in altre manifestazioni della sua arte. Non lo dico per campanilismo (ci accomuna il fatto di essere entrambi lucani), ma l’arte della leggerezza non è una cosa tanto comune. Riuscire a dire cose profonde con un linguaggio semplice e diretto non è da tutti, e questo è proprio il motivo che rende particolarmente piacevole la lettura dei testi sul suo blog (che è aggiornato quasi quotidianamente).

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Ballare le musiche dal mondo, al festival portoghese Andanças.

Quello che vorrei fare (e che prima o poi farò) nella vita è partecipare ad una edizione del festival Andanças, che si svolge ogni anno a Castelo de Vide, in Portogallo. Perché andare così lontano, vi chiederete? Per ballare tutto il giorno e tutta la notte musiche tradizionali provenienti da ogni parte del mondo, è ovvio! Questo festival ospita non solo concerti, ma tantissimi corsi collettivi dedicati alle varie danze del mondo e agli strumenti musicali tradizionali. Si tratta di una festa che dura sette giorni, la cui edizione di quest’anno si sta svolgendo proprio in questi giorni (è cominciata il 4 agosto e terminerà il 10).

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Walk off the Earth: ottima musica fra ironia e talento.

Con il chitarrone (un basso, in realtà) che vedete nel video qua sopra i Walk off the Earth hanno trovato l’ennesimo modo per distinguersi dalla massa, suonando questa cover di Rude, dei Magic!. Atmosfera “balneare”, la giusta dose di ironia, e parecchio talento: con questi ingredienti il gruppo canadese ha prodotto un altro ottimo video, perfettamente nel loro stile.

Come numerosi altri artisti indipendenti, i Walk off the Earth sono riusciti ad ottenere un grande successo grazie al loro canale YouTube, in cui alternano cover di canzoni molto famose ai loro brani originali. Nel 2012 sono diventati popolari grazie alla loro versione di Somebody that I used to know, di Gotye, in cui suonavano una chitarra acustica (di dimensioni normali) in cinque contemporaneamente: ad oggi quel video ha accumulato quasi 160 milioni di visualizzazioni.

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La sofisticata leggerezza delle canzoni di Carolina Bubbico.

La soleggiata Puglia sembra essere davvero una delle regioni più prolifiche di ottimi musicisti, e proprio da Lecce viene Carolina Bubbico, cantante e polistrumentista che lo scorso anno ha pubblicato l’album di debutto Controvento. Dal sole di questa regione sembrano essere ispirate tutte le canzoni di questa versatile cantautrice, che pur rimanendo nell’ambito del pop hanno una forte ascendenza verso il jazz, grazie agli arrangiamenti molto ben curati e al contributo di altri due ottimi musicisti come Luca Alemanno (contrabbasso) e Dario Congedo (batteria). La positività di queste canzoni emerge attraverso una sofisticata leggerezza che è anche quella del video di A me piacerebbe ridere, in cui Carolina scorrazza per le strade della sua città usando come mezzo di locomozione un improbabile pianoforte ambulante.

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