Archive | Polonia muzyczna

La pizzica a Varsavia: Giovanni Sollima e l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta.

La taranta ha pizzicato anche a Varsavia. Tutti a battere le mani sui ritmi scatenati dei tamburelli, nel meraviglioso concerto di ieri sera che Giovanni Sollima e l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta hanno tenuto nell’ambito del festival Ogrody Muzyczne.

Per un paio di ore si è avuta quasi l’illusione di essere nel Salento baciato dal sole, e che sotto il sole di tanti anni fa vedeva le donne che lavoravano nei campi pizzicate dal morso del mitico ragno, a cui seguivano ore e ore di danze irrefrenabili come cura necessaria. Per chi – come me – è emigrato dal sud Italia, si è trattato di un bellissimo regalo che ha riportato un po’ di calore in una città a volte un po’ fredda (e non solo climaticamente). Per la maggior parte degli altri, invece, deve essere stata una gradita scoperta, visto che in un primissimmo momento il pubblico è rimasto composto sulle sedie, forse ignaro che quei ritmi sarebbero stati il filo conduttore di tutto il concerto. Non c’è voluto molto, però, affinché il coinvolgimento fosse totale, anche da parte delle numerose signore più anziane. L’unica “pecca” del concerto è stata proprio la presenza stessa delle sedie, che – agli occhi di chi è abituato ad assistere a questo genere di musica in altri contesti – risultava un po’ surreale (così come è surreale qualsiasi musica da ballo inserita nel contesto di un concerto “formale”). Del resto, considerata l’età media del pubblico molto alta, doveva essere per forza così.

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I “Duetti per due violini” di Luciano Berio.

I ragazzi delle scuole musicali di Varsavia, al festival Ogrody Muzyczne.

Nel  corso degli anni ho assistito a numerosi saggi musicali, di quelli in cui studenti in una fascia d’età piuttosto bassa (fino ai primi anni dell’adolescenza, per intenderci) danno prova delle loro capacità artistiche di fronte ad un pubblico composto dalle famiglie degli alunni stessi. Generalmente, la noia è tanta e il repertorio non è da meno.

Ieri sera, invece, ho assistito a qualcosa di diverso, da questo punto di vista: studenti provenienti da varie scuole di musica di Varsavia hanno dato vita ad uno spettacolo interessante, nell’ambito del festival Ogrody Muzyczne. Ad avermi colpito è stato il repertorio, ovvero i Duetti per due violini di Luciano Berio: non esattamente la proposta musicale più orecchiabile e commerciale, insomma. I 34 duetti sono stati composti da Berio con una funzione pedagogica, e ognuno di essi è composto da una parte più difficile per l’insegnante e da una più semplice per l’alunno. Berio commentava con queste parole la motivazione per cui decise di scrivere queste composizioni:

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Sogno di una notte di mezza estate: il balletto con le musiche di Goran Bregović.

La danza moderna è stata la protagonista della seconda serata del festival Ogrody Muzyczne, ieri a Varsavia. Niente musica dunque (o almeno: non solo!), per lasciare spazio alle proiezioni su grande schermo di alcuni balletti della coreografa polacca Izadora Weiss per il Bałtycki Teatr Tańca di Danzica, di cui è direttrice.

La cosa interessante di questo festival è il suo programma estremamente vario, che pur nella diversità delle proposte artistiche riesce a interessare una fascia di pubblico ben definito.

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Le quattro stagioni di Vivaldi, ricomposte. Al Festival Ogrody Muzyczne di Varsavia

Ogrody muzyczne (Giardini musicali) è un festival cominciato ieri a Varsavia, che è dedicato in gran parte all’Italia (come il nome di ispirazione barocca può lasciare intuire).
La serata inaugurale ha proposto tre composizioni orchestrali contemporanee, eseguite dell’orchestra da camera della città di Tychy, sotto la direzione del Maestro Marek Moś.
Il concerto è stato aperto dalla prima esecuzione mondiale di Resurgence, del compositore e musicologo francese François-Bernard Mâche (presente in sala): si tratta di una composizione atonale in un solo movimento, che nei cinque minuti della sua durata ha riproposto frizzi e lazzi tipici delle avanguardie musicali novecentesche.
Sulla stessa linea è stata anche la composizione successiva, Four Seasons for Violin and String Ensemble, di Sukhi Kang, che ha visto l’ingresso in scena del bravissimo violinista Janusz Wawrowski. Sette movimenti di musica contemporanea, con tutte le dissonanze del caso.
Il pezzo forte della serata è stato però quello dopo la pausa, ovvero The Four Seasons Recomposed, di Max Richter: Le quattro stagioni di Vivaldi, ricomposte. Già, proprio così. Con un’operazione difficile e originale (ma anche – diciamolo – spudoratamente “commerciale”), Richter è riuscito a dare una veste nuova a uno dei pezzi più universalmente noti del repertorio classico. Il “giochino”, ben riuscito, ha fatto leva sull’alternanza delle melodie originali con altre composte per l’occasione, ma soprattutto sulle nuove orchestrazioni che, sostenendo le melodie originali, le facevano suonare come “diverse” pur essendo già note. Spesso, anziché ricorrere ai contrappunti presenti nell’orchestrazione vivaldiana, si faceva uso di tappeti armonici di chiaro stampo cinematografico, che rendevano in tal modo piů moderne queste melodie antiche.
Mi viene da dire che sia stata un’operazione a suo modo molto “rock”, coraggiosa e dunque meritevole di interesse, visto anche l’ottimo risultato artistico e l’entusiasmo suscitato nel pubblico (attempatissimo). Del resto, il direttore d’orchestra con la bandana mostrava di essere perfettamente a suo agio in una situazione così anomala per un concerto “classico”, che alla fin fine di classico aveva ben poco. Applausi dunque meritati, sia per la composizione che per l’ottima interpretazione del solista e dell’orchestra.
I concerti del festival Ogrody Muzyczne proseguiranno quasi quotidianamente fino al 19 luglio. Io sarò qui a raccontarli.

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Quei fuoriclasse del Pat Metheny Unity Group. Un fantastico concerto a Varsavia.

Nemmeno una foto. Il gorilla a pochi metri da me, in platea, mi fulminava con lo sguardo, come a dire: “Lo so benissimo quello che hai in mente fare: non ci provare nemmeno, che sennò ti asfalto”. Ad ogni modo, il concerto che Pat Metheny ha tenuto ieri sera alla Sala Kongresowa di Varsavia me lo sono goduto per davvero, pure senza foto.

La capacità di questo artista di creare un mondo sonoro da viaggio è sempre quella, ed è il suo tratto distintivo un po’ come le sue magliette a righe. Questa volta era con il suo Unity Group, formato da una serie di fuoriclasse, a partire da una sezione ritmica da paura con Antonio Sanchez alla batteria e Ben Williams al contrabbasso. Chris Potter al sax – altro fenomeno – completava la formazione con l’italiano Giulio Carmassi al piano.

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Peter Gabriel a Łódź con il tour Back to Front. Da non perdere.

Peter Gabriel - Back to Front

Il manifesto che vedete qua sopra me lo sono trovato davanti tornando a casa stasera. Annuncia un concerto che Peter Gabriel terrà a Łódź (Polonia) il 12 maggio 2014. Già fremo per l’eccitazione. La cosa interessante, però, è anche la particolarità di questo concerto, che vedrà Peter Gabriel riproporre l’intero album So del 1987 con gli stessi musicisti di allora. Il concerto fa parte del tour Back to Front che va avanti dal 2012, anno in cui è stato pubblicato anche un cofanetto extra-lusso per celebrare i venticinque anni di un album così importante.

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Grammy Award al pianista e compositore polacco Włodek Pawlik

C’è stata anche un po’ di Polonia nell’ultima cerimonia di premiazione del Grammy Award, che ha visto il pianista e compositore Włodek Pawlik vincere il prestigioso premio nella sezione “Best Large Ensamble Jazz Album” insieme ad un fuoriclasse come il trombettista Randy Brecker (che anni fa ho avuto il piacere e l’onore di intervistare: qui la mia intervista a Randy Brecker).

L’album premiato si intitola Night in Calisia, ed è il secondo che vede la collaborazione tra i due musicisti dopo il precedente Tykocin Jazz Suite. L’occasione che ha dato vita a questo secondo progetto è stata una commissione da parte della città polacca di Kalisz per celebrare il proprio 1850° anniversario. Le musiche sono eseguite da Randy Brecker insieme al trio di Włodek Pawlik (con il bassista Paweł Pańta e il batterista Cezary Konrad) e all’orchestra filarmonica di Kalisz. Night in Calisia è una suite in sei parti basata su diversi temi melodici ricorrenti. Proprio la bellezza delle melodie e degli arrangiamenti caratterizza questo lavoro splendidamente interpretato, e la perfetta integrazione fra Brecker, il trio di Pawlik e l’orchestra fa il resto. Un album meraviglioso che vi invito ad ascoltare attraverso il lettore qua sotto.

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Diventare famosi in Polonia. E in Italia?

C’è una cosa che dopo tanti anni che vivo in Polonia suscita ancora la mia meraviglia: la relativa facilità con cui qui si può diventare famosi. Non fraintendetemi: non dico che qui chiunque può diventare famoso, come in una sorta di grande fratello in cui persone senza alcun talento godono di improvvisa fama. Sto parlando invece di concrete possibilità che i giovani di talento qui hanno per far conoscere la loro arte.

Questo pensiero si materializza tutte le volte che qui accendo la TV (che non ho… dunque meglio dire: “quando per caso mi capita di vederla”) e vedo giovani cantanti o gruppi promuovere il loro primo CD. C’è un programma della mattina su TVN che si chiama Dzień Dobry TVN (un po’ l’equivalente del nostro Uno Mattina) in cui sono sempre ospitati giovani emergenti. A ben vedere, però, questi artisti non hanno necessariamente delle grandi case discografiche alle spalle, e magari sono addirittura autoprodotti. Eppure vanno in TV, su un importante canale nazionale, in un programma molto seguito.

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