Archive | Pensieri e parole

Dieci anni di “Parole di musica”.

Oggi questo blog, Parole di musica, compie dieci anni. Per un blog è un’età davvero importante. La sera del 14 novembre 2005, infatti, alla vigilia di una mia partenza per il Portogallo, scrissi il mio primo post su questo blog. Ero talmente eccitato dalla cosa, che invece di preparare i pacchi, dovevo fare in modo di avere uno strumento “nuovo” (allora) per comunicare con i miei amici e parenti in Italia, visto che la mia permanenza in Portogallo si sarebbe prolungata per alcuni mesi. Avevo passato le settimane precedenti a cercare di capire come installare WordPress (allora in una delle sue primissime versioni) su una pagina dedicata di caggiani.it (da dove poi si sarebbe spostato all’attuale indirizzo). Come mio solito, però, mi ridussi a scrivere il primo post all’ultimo momento prima della partenza. Inizialmente raccontai dunque la mia esperienza portoghese su questo blog, avendo ben chiaro fin dall’inizio che poi avrei soltanto “parlato di musica”.

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Il mio risveglio (da esteta) con il suono di un didgeridoo ambulante.

Stamattina, appena sveglio, mi sono recato in bagno per cercare di rinfrescarmi le idee dopo un lungo sonno. Un po’ di acqua in faccia – splish splash – e via: pronto per affrontare un giorno nuovo. Mentre mi sciacquavo la faccia, però, ho sentito un suono provenire dalla strada. Era un suono magico ed ancestrale… possibile che si trattasse del suono di un didgeridoo? «Perché no?!» – mi sono detto – «Qui a Varsavia è pieno di musicisti ambulanti. Sarà sicuramente un suonatore ambulante di didgeridoo!». Quello che risuonava nelle mie orecchie era dunque quello che segue, ovvero un suono di didgeridoo:

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Buon ferragosto!

samuele bersani e sergio cammariere

Oggi è Ferragosto, e il titolare di questo blog si riposa un po’. Ma non vi lascio senza musica: qui sotto trovate una splendida canzone intitolata appunto Ferragosto, scritta a quattro mani da Samuele Bersani e Sergio Cammariere. Ve la propongo nelle due versioni: prima quella di Samuele Bersani, e poi quella di Sergio Cammariere. Quale vi piace di più?

Buon Ferragosto a tutti!

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Addio a Robin Williams.

Quando stamattina ho saputo della morte di Robin Williams la mia reazione è stata quella che probabilmente hanno avuto tutti: di stupore e grande dispiacere. Già da piccolo mi divertiva nella veste di quell’alieno così singolare di nome Mork, nella serie televisiva Mork e Mindy. Anni dopo ho ritrovato Robin Williams in quei personaggi meravigliosi che ha interpretato in così tanti film, facendo sognare ogni volta. Oggi, invece, la cronaca ha ricordato che la maschera dell’attore non può nascondere la realtà che spesso è dura anche per chi regala sogni.

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Una petizione per tutelare i lavori creativi – #rivoluzionecreativa

In quali condizioni lavorano oggi i creativi in Italia? Pessime. La tutela delle idee si basa su un’istituzione obsoleta (la SIAE) che protegge solo determinate categorie e – all’interno di queste – avvantaggia in modo eccessivo gli autori più popolari a discapito di quelli meno conosciuti. Intere categorie di creativi (tra cui designer, blogger, fotografi, video-maker, scenografi, traduttori e così via) non hanno rappresentanza politica, mediatica, sindacale.

Per queste ragioni già dal 2011 è nato in rete un tentativo di unire le forze di creativi operanti in ambiti diversi, che più recentemente ha portato alla creazione di una petizione online avviata dall’autore televisivo Alfredo Accatino e diffusa attraverso l’hashtag #rivoluzionecreativa. I venti punti della petizione sono quelli che seguono. Firmate la petizione qui.

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Cosa succede se lo Stato considera i musicisti dei fannulloni – #GliArtistiSiPagano

Continuando a pensare alla vicenda del Ministero dei Beni Culturali (MIBACT) che chiede ai musicisti di suonare gratis alla manifestazione “Notti al  museo”, ci sono alcune considerazioni a proposito che vorrei condividere.

La prima è che il comportamento del Ministero non fa altro che riflettere un pensiero che purtroppo è molto diffuso in Italia: ovvero quello secondo cui i musicisti (e gli artisti in generale) sono dei buoni a nulla scansafatiche. Il messaggio raffigurato nell’immagine a lato (che circola su Facebook) è un esempio lampante di questo tipo di pensiero. Avendo io stesso studiato musica al DAMS di Bologna ho vissuto sulla mia pelle questa discriminazione: pur non essendo un artista (ma avendo studiando materie artistiche da un punto di vista storico/musicologico) succedeva sempre che gli studenti di corsi “seri” come Economia e Commercio, Ingegneria o Giurisprudenza facessero dei paragoni assurdi su come le loro facoltà fossero difficili e impegnative rispetto a quel parco divertimenti che per loro era il DAMS, pieno di fannulloni perditempo. Certe persone non hanno nemmeno la più pallida idea di cosa possa essere un trattato di armonia («cos’è l’armonia?», si chiederà anzi qualcuno), ma si sentono autorizzate a sbeffeggiare chiunque si occupi di musica, perché “tanto che ci vuole”.

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Ritirato dal sito del Ministero dei Beni Culturali il bando-beffa per musicisti, dopo le proteste in rete di Michele Spellucci.

AGGIORNAMENTO 1: il bando rimane valido nonostante sia stato cancellato dal sito.

AGGIORNAMENTO 2: è stata lanciata una petizione online contro il bando, che è ancora valido.

AGGIORNAMENTO 3il bando è stato ufficialmente ritirato.

Qualche giorno fa su questo blog ho pubblicato la lettera aperta del musicista Michele Spellucci indirizzata al Ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini. La lettera era stata inviata per protestare contro un bando di concorso che cercava musicisti a costo zero (e che si accollassero anche delle spese) per l’iniziativa Notti al museo organizzata dallo stesso Ministero dei Beni Culturali.

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Con la cultura non si mangia (?). Lettera di Michele Spellucci al Ministro Dario Franceschini.

AGGIORNAMENTO 1: il bando del Ministero dei Beni Culturali è stato ritirato.

AGGIORNAMENTO 2il bando rimane valido nonostante sia stato cancellato dal sito.

AGGIORNAMENTO 3: è stata lanciata una petizione online contro il bando, che è ancora valido.

AGGIORNAMENTO 4il bando è stato ufficialmente ritirato.

Che ruolo ha oggi la cultura in una nazione come l’Italia? A quanto pare, nullo. Se lo stesso Ministero dei Beni Culturali nel bandire un concorso per una manifestazione da esso stesso organizzata non prevede alcun compenso per gli artisti coinvolti (che dovrebbero accollarsi anche delle spese extra), significa che lo stesso Ministero non attribuisce alla cultura alcun ruolo economico in questo Paese.

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