“Parole di musica” cerca blog musicali per fare network. Umbria Radio intervista Filippo Maria Caggiani.

Filippo Maria Caggiani intervistato da Chiara Colasanti – Fotografia di Epifania Lo Presti.

L’idea di trasformare il mio blog in un social network musicale ce l’ho da tanto tempo, ma solo lo scorso 31 aprile ne ho parlato per la prima volta in pubblico, al Festival Internazionale del Giornalismo, intervistato da Chiara Colasanti ai microfoni di Umbria Radio. Potete ascoltare l’intervista nel podcast qui sotto: se avete un blog musicale (o ne volete uno!) e vi interessa la mia proposta non esitate a contattarmi inviandomi un’email.

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Abbiamo il piacere di parlare con Filippo Maria Caggiani di Paroledimusica.com, un blog che da personale vuole diventare un network di blog, che siano già esistenti o che si vogliano unire ad esso. Poi ci faremo dire come contattarlo per gli interessati, ma facciamo parlare direttamente lui per una piccola presentazione.

«Buongiorno a tutti, io sono un giornalista musicale che si è formato al DAMS, ho fatto tutto il mio percorso specializzandomi direttamente in musica. Poi ho seguito un po’ di corsi sul giornalismo musicale, ho collaborato con diversi giornali, però alla fine mi sono reso conto che essendo purtroppo le collaborazioni tutte non retribuite, tanto valeva scrivere su un blog mio, mettendomi in proprio. Ho cominciato dunque a scrivere sul mio blog facendo lì esattamente quello che facevo per i giornali: quindi ho contattato gli artisti, più o meno famosi, facevo le interviste, ho cominciato a fare anche delle video interviste, prendendo sempre più confidenza con questo mezzo. La cosa che mi piace molto del blog è il fatto che dà la possibilità di avere un contatto diretto con i lettori: quindi i lettori commentano quando fai qualcosa di buono, ma anche e soprattutto quando fai qualcosa di cattivo, soprattutto se fai una critica magari spietata al loro artista preferito. Non ti dico cosa succede!».

Giustamente i fan si ribellano.

«Il finimondo! Però dopo un po’ mi sono reso conto che questa cosa era forse un po’ limitante, nel senso che io adesso vorrei ampliare il mio blog e creare una sorta di social network, di community musicale per tutte le persone che come me hanno questa passione per la scrittura – e in particolare per la scrittura legata ai temi musicali – che magari hanno un blog, ma sono tutto sommato “isolati” rispetto ad altre persone. Allora mi sono detto: “Perché non unire le forze, perché non aggregare altri blog intorno a questo mio progetto musicale?”. Il mio blog, che si chiama – ripeto – Paroledimusica.com, al momento è un blog personale, però lo vorrei ampliare e quindi creare un social network di blog musicali tutti collegati fra di loro, ognuno indipendente, ma che poi vanno a confluire nel blog principale, Paroledimusica.com. Quindi l’idea è che quando qualcuno scrive sul suo blog personale – quando ne ha voglia e se ne ha voglia – quell’articolo viene inglobato anche nel social network. Tutte le persone che fanno parte del social network si accorgono che c’è un nuovo articolo pubblicato, inoltre mi interessa creare una sorta di discussione intorno all’argomento del giornalismo musicale».

…per accendere i riflettori su questa branca del giornalismo che è un po’ messa da parte. Come fare per contattarti?

«Possono inviarmi un’email».

Adesso abbiamo una domanda: prego [Chiara passa il microfono; ndr].

[Simone Intelisano] – Ciao, sono Simone, vorrei farti una domanda. Non so se con il tuo blog segui manifestazioni importanti come il Festival di Sanremo: al di là dei gusti (può piacere o non piacere) come va affrontata oggettivamente una manifestazione di questo carattere in un blog? Quant’è difficile farlo, e come andrebbe fatto secondo te?

«Io quest’anno, proprio per il Festival di Sanremo, ho tentato un esperimento: per la prima volta ho voluto provare l’esperienza del live blogging, quindi ho semplicemente aggiunto il modulo sul mio sito che mi permetteva di fare questo, ho seguito normalmente – come tutti – il Festival di Sanremo dalla televisione, e in diretta ho commentato quello che succedeva, momento per momento. Questa penso che sia la possibilità più comune e più pratica per chi ha un blog».

…anche perché agli utenti dei social piace tantissimo commentare in diretta manifestazioni di questo carattere!

«Esatto. È stato un esperimento interessante, molto faticoso devo dire, perché devi stare molto attento a quello che succede, commentare in diretta, e poi naturalmente anche sui social network c’è un’eco. Quello che metto sul mio blog personale poi va a finire anche su Twitter, Facebook, e quindi c’è una discussione non solo sul mio blog, ma anche sui social network, riguardo a quello che scrivo».

[Francesco Locatelli] – In effetti anche noi abbiamo fatto un esperimento simile come radio; l’abbiamo fatto per tre anni di fila. L’abbiamo chiamato Saremo in radio, cioè trasmettendo in diretta dalle 21 alle 24 e commentando – sia in diretta che tramite la pagina Facebook – il Festival di Sanremo, avendo anche come ospiti i vari cantanti. È stata un’esperienza molto bella, perché uscivano le cose più disparate: dal commento ai vestiti della Littizzetto, a quelli su Belén vestita in una certa maniera (lì i commenti si sprecarono, e ti lascio immaginare…). Fu una cosa veramente molto bella, e penso che anche quello che avete fatto voi, come blog, abbia avuto gli stessi risultati. Noi almeno abbiamo visto, dagli accessi internet e dalle telefonate che ci arrivavano, veramente una grande partecipazione. Penso che aprire anche al pubblico, alla gente che ascolta o che legge per farla commentare sia la cosa più bella, perché penso che molte volte il giornalismo sia visto quasi come qualcosa di calato dall’alto. Magari nei giornali ci sono le famose “lettere al direttore”, però non c’è proprio quel contatto quasi vivo con l’ascoltatore o con il lettore.

«Infatti con il blog e i social network c’è questa possibilità diversa, appunto, di avere un contatto diretto che personalmente mi dà molta soddisfazione».

[Epifania Lo Presti] – Anch’io ho una piccola domanda per te: sono Epifania, e mi chiedevo come mai hai deciso di venire qui a Perugia. Durante questa settimana proverai ad incontrare altri giornalisti che come te si interessano alla questione? Come mai sei qui?

«È la prima volta che sono qui, e devo dire che l’atmosfera è già fantastica. Sono qui appunto per il desiderio di fare network, di trovarmi insieme ad altre persone come me. Diciamo che io mi sento un po’ isolato, quindi forse è questo il motivo che mi ha spinto a venire qui, trovare altre persone che come me hanno questo desiderio di comunicare, perché poi spesso mi capita di parlare con persone che fanno tutt’altro genere di lavoro e di mestiere, e mi dicono: “Cosa vuoi fare tu?!? Il giornalista? Il giornalista musicale, oltretutto? Ma sei un pazzo!”. Allora mi sentivo un po’ isolato e, anche per confortarmi, mi sono detto: “Beh…”. Perché è un po’ desolante sentire delle persone intorno che ti dicono: “Sei un pazzo!”. Allora ho deciso di venire qui, insieme ad altri “pazzi”, e facciamo comunità».

Penso che qui troverai tantissima gente interessata, e la nostra Chiara ne è l’esempio, visto che sta studiando proprio per questo. In bocca al lupo per questa settimana, e spero che tu possa incontrare tantissima gente appassionata come te a questo ambiente.

«Ne sono sicuro. Grazie!».

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