Archive | Musica dal vivo

La magia italiana nelle canzoni di Jarek Wist.

Con una grande passione per l’Italia, Jarek Wist canta in Polonia (e in polacco) canzoni che sono state per lo più ispirate dalle melodie italiane degli anni Cinquante a Sessanta, e dallo stile di vita italiano. Ora sta promuovendo il suo ultimo album Jest Zapizane con una serie di concerti in Polonia. Tempo fa l’ho incontrato in occasione di un suo concerto a Varsavia e ho avuto modo di fare quattro chiacchiere con lui. Vi propongo dunque il video con alcune immagini del concerto insieme alla mia intervista.

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Joey Calderazzo Trio a Varsavia, ricordando Michael Brecker.

Joey Calderazzo ha inaugurato la serie di concerti gratuiti di questa estate nella piazza centrale della città vecchia, a Varsavia, nell’ambito del festival Jazz na Starówce. In trio con Jasper Somsen al contrabbasso e Haye Jellema alla batteria, ha suonato sia standard che brani originali, con un’impostazione classica ma di grande energia e presa sul pubblico.

Vi faccio vedere un video che ho filmato durante il concerto, in cui Calderazzo suona El Niño, un brano di sua composizione che è stato pubblicato nell’album di Michael Brecker Two blocks from the Edge del 1998, e suonato spesso dal vivo insieme a lui. Presentandolo, ricorda la figura del grande sassofonista americano scomparso nel 2007, spiegando che lo conobbe ad una masterclass: «Gli piacque il modo in cui suonavo, e da una cosa ne nacque un’altra, quindi quando Kenny Kirkland lasciò la sua band per suonare con Sting ho ricevuto la chiamata telefonica per unirmi al suo gruppo, e ho suonato con Michael Brecker dal 1987 fino all’ultimo concerto che fu nel 2005, quando lui lasciò perché gli fu diagnosticata una MDS [sindrome mielodisplasica, ndr], che come tutti sanno lo ha portato al decesso. Se non sapete chi era Michael Brecker, andate su internet: è stato uno dei più grandi sassofonisti, e la più grande persona che penso di aver mai incontrato. L’altra sera abbiamo suonato ad Amsterdam, e ho accettato delle richieste dal pubblico; ho chiesto alle persone, e mi hanno detto: “Suona El Niño!”. El Niño era una canzone che ho scritto per Michael Brecker e che abbiamo suonato molti anni fa. L’abbiamo suonata una volta [ad Amsterdam, ndr], con me che che gridavo gli accordi al bassista, quindi faremo nuovamente la stessa cosa. Questo brano si intitola El Niño». 

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Jazz d’estate a Varsavia: Jazz na Starówce.

Come tutti gli anni, anche questa estate ci sarà jazz gratis in piazza a Varsavia, e precisamente nel cuore della città vecchia (Starówce, in polacco), con il festival Jazz Na Starówce. Si comincia oggi con l’unico evento a pagamento, ovvero con il concerto del trio di Jacky Terrasson della sala da concerto della radio pubblica polacca, ma da domani, ogni sabato e fino al 30 agosto, i concerti saranno aperti a tutti, gratuitamente. Questo è il programma:

4 luglio 2014 – Jacky Terrasson Trio

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Il Milk Jazz Trio domani al JazzIt Club di Roma.

Milk Jazz Trio

Il trio jazz Milk suonerà al JazzIt Club di Roma domani, giovedì 20 febbraio alle ore 21, per presentare alcuni brani del primo album omonimo (pubblicato dalla Philology nel 2010) insieme ad altri inediti che faranno parte del secondo album in fase di realizzazione.

Il contrabbassista e compositore Roberto Pascucci si definisce un “consumatore irresponsabile di latte”, spiegando in tal modo perché ha deciso di chiamare proprio Milk il trio jazz di cui fa parte insieme a Gabriele Petetti (piano) e Ricky Turco (batteria). Ovvio dunque che i tre si presentino sul palco interamente vestiti di bianco, con un candore che oltre ad essere scenografico rappresenta bene anche la loro musica.

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Intervista a Michał Wendeker: “Nella semplicità del trio, il rock è un’esperienza perfettamente piena”.

Michał Wendeker è un cantante e chitarrista polacco che vale la pena tener d’occhio. Il suo trio (con Maciej Tokarski al basso e Michał Stawarz alla batteria) è un concentrato di energia che proprio nella formula essenziale di una formazione così ridotta trova il suo punto di forza. Lo scorso 25 gennaio ha suonato al club Chwila di Varsavia, presentando le canzoni del suo nuovo EP “Underdog”, e alla fine di un entusiasmante concerto ho potuto fare quattro chiacchiere con lui, documentate nel video che ho realizzato per l’occasione.

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Kari in concerto a Varsavia

Dopo il successo del suo album di esordio nel 2011, la cantante polacca Kari sta promuovendo con una serie di concerti il suo secondo lavoro intitolato “Wounds and bruises”, pubblicato lo scorso dicembre. Ieri sera ha portato il suo pop alternativo al club Basen di Varsavia, dove si è esibita con un gruppo di giovanissimi musicisti. Qui è possibile vedere un breve momento del concerto, in cui Kari canta il singolo Hurry up.

Dopo il diploma al conservatorio di Varsavia e una specializzazione in jazz, Kari vive attualmente a Leeds, in Inghilterra, dove si sta facendo strada nell’ambiente musicale. Le sue canzoni sono trasmesse alla radio della BBC, che l’ha annunciata come destinata certamente ad un successo internazionale.

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Michał Wendeker, tra rock e canzone d’autore

Michał Wendeker (noto anche con lo pseudonimo – abbastanza impronunciabile, a dir la verità – di WNDKR) è un cantautore e chitarrista polacco che vale la pena tener d’occhio. Il suono della sua chitarra è quello del rock anni Settanta con venature di blues: un suono gagliardo che all’occorrenza sostiene anche atmosfere delicate, e proprio il fatto di essere in bilico tra rock e canzone d’autore costituisce l’originalità di questo musicista. Il suo ultimo EP si intitola Underdog ed è stato registrato in trio (con basso e batteria) negli studi di Radio Trójka, il terzo canale della radio pubblica polacca che spesso produce e promuove gli artisti nazionali più interessanti.

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L’arte dell’improvvisazione radicale di Marc Ducret

Marc Ducret è un chitarrista francese noto soprattutto per via della sua collaborazione con il sassofonista Tim Berne. Ieri sera ho avuto il piacere di ascoltarlo al Pardon, To Tu a Varsavia, in un concerto in cui si è esibito da solo con la chitarra elettrica.

Il suo stile è a metà strada tra free jazz e musica d’avanguardia contemporanea, e soprattutto nei primi due brani in apertura di concerto si è sentita l’influenza di un certo tipo di musica colta che affonda le basi nell’atonalità. L’elemento ritmico ha prevalso per quasi tutta la serata su quello melodico-armonico, poiché i frammenti di scale incastonati gli uni con gli altri e suonati a folle velocità non erano in alcun modo riconducibili ad alcuna tonalità. Alla fine del secondo brano, Ducret ha commentato lo stesso spiegando che aveva cominciato suonando un pezzo suo, e che man mano era diventato qualcos’altro, giustificando in tal modo il suo piacere di suonare in solitaria con il fatto che ogni sera non sa mai cosa suonerà effettivamente.

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