Archive | Musica dal vivo

MEI 2016 – Impressioni personali

Faenza – Piazza del Popolo

Lo scorso fine settimana, dal 23 al 25 settembre, sono stato a Faenza per partecipare alla ventesima edizione del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti – nell’ambito del quale si è tenuto il primo Festival del Giornalismo Musicale, organizzato da Enrico Deregibus insieme all’ideatore del MEI, Giordano Sangiorgi.

Da diverso tempo volevo assistere a questa manifestazione, e l’edizione di quest’anno è stata per me irrinunciabile proprio grazie alla possibilità di incontrare altri colleghi nel settore del giornalismo musicale.

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Maria Pia De Vito dal vivo a Varsavia al festival Jazz na Starówce.

Ieri pomeriggio il festival Jazz na Starówce ha portato un po’ di jazz italiano a Varsavia con la grande voce di Maria Pia De Vito, accompagnata da Huw Warren al pianoforte e da Iain Ballamy al sax. Come è consuetudine del suo stile, Maria Pia De Vito ha mescolato generi musicali diversi mettendo spesso in risalto un deciso carattere partenopeo. Un esempio di ciò è la sua versione di Olha Maria, un brano di Tom Jobim con il testo di Chico Buarque e Vinícius de Moraes, tradotto in napoletano da Maria Pia De Vito (con il permesso e l’approvazione di Chico Buarque) con il titolo di Curre Maria. In questa sua versione è interessante notare come quello che è un classico della canzone brasiliana (che potete ascoltare qui) assuma una connotazione totalmente diversa: dalla tristezza brasiliana a un senso del dramma che è fortemente e naturalmente napoletano. Potete ascoltare questa interpretazione di grande intensità nel video qua sotto, seguito da un altro brano (un po’ più allegro) del concerto.

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Urszula Dudziak al festival Jazz na Starówce di Varsavia.

Urszula Dudziak è una delle cantanti jazz più popolari in Polonia, artisticamente attiva già dalla fine degli anni Cinquanta. Ieri pomeriggio ha cantato con la sua Superband al festival Jazz na Starówce, nella piazza stracolma della città vecchia di Varsavia. Il suo stile vocale è molto particolare, perché fa un uso quasi esclusivo dello scat anziché appoggiarsi a melodie che hanno dei testi come succede normalmente: l’essersi concentrata su questo stile vocale ne ha fatto una virtuosa, avendo potuto contare oltretutto su un’incredibile estensione vocale di cinque ottave.

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“L’ispirazione è come un treno in corsa”. Intervista al cantautore Marco Sforza.

Il cantautore Marco Sforza ha la schiettezza tipica degli emiliani, e di conseguenza le sue canzoni riflettono il carattere ruspante di quella terra: frizzanti come un buon lambrusco e sostanziose come un piatto di tortellini. Ascoltandolo dal vivo, inoltre, questa sensazione non può che accentuarsi, visto il rapporto particolare che instaura con il pubblico. Il contesto intimo in cui ho potuto ascoltarlo (l’inaugurazione della libreria Piccoli Labirinti, a Parma, di fronte ad un’audience ristrettissima), non ha potuto che enfatizzare ancora di più queste sue caratteristiche. Quella che segue è un’intervista a questo grande talento della musica italiana, che può essere tranquillamente inserito tra i grandi nomi della nostra canzone d’autore.

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Warren Wolf, Joey DeFrancesco e Liberty Ellman al Warsaw Summer Jazz Days.

Il jazz americano è stato interamente protagonista della quarta serata del Warsaw Summer Jazz Days con tre ottime band: Warren Wolf Trio, Joey DeFrancesco Trio, e Liberty Ellman Quintet. I primi due concerti hanno dato spazio a due strumenti un po’ meno usuali del solito, ovvero al vibrafono e all’organo, creando un piacevole diversivo timbrico rispetto a ciò che si ascolta di solito, ma rimanendo sostanzialmente nel mainstream.

Il terzo gruppo, quello di Liberty Ellman, ha invece proposto un tipo di musica decisamente più innovativa, con un la chitarra del leader e il sax di Steve Lehman a portare avanti un discorso musicale basato sull’incastro ritmico di brevi melodie dagli intervalli inusuali (un po’ alla Monk, per intenderci). Questa volta, però, ho pensato di raccontarvi il concerto più con le immagini che con le parole, dunque vi invito a dare un’occhiata alla galleria fotografica qui sotto, con le immagini dei tre gruppi e una dedica di tutto il Liberty Ellman Quintet al sottoscritto.

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Il jazz-rock di Dave Holland al Warsaw Summer Jazz Days.

La terza serata del Warsaw Summer Jazz Days ha proposto ieri tre ottimi concerti. Il primo è stato quello del trio guidato pianista e compositore polacco Włodek Pawlik, vincitore di un Grammy Award per l’album Night in Calisia, di cui mi ero già occupato in un precedente articolo. Il secondo concerto era quello del trio di Jack DeJohnette, con Ravi Coltrane al sax e Mattew Garrison al basso: grande energia e qualche spunto free.

È stata però l’esibizione del quartetto di Dave Holland ad avermi colpito maggiormente: Craig Taborn (pianoforte), Kevin Eubanks (chitarra) ed Eric Harland (batteria) hanno fatto insieme al leader un concerto strepitoso. Presentando i brani dell’album Prism hanno sconfinato spesso nel territorio rock, ma con l’eleganza di navigati jazzisti. Più delle parole può servire il video che vi propongo, in cui il quartetto suona Evolution, brano che comincia quasi in sordina per poi evolversi (come annuncia il titolo) in qualcosa di decisamente più energico.

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L’estetica della ripetizione nella musica di Nik Bärtsch.

Nik Bärtsch è un pianista e compositore svizzero con una interessante visione filosofica della musica, che è intensamente basata sulle ripetizioni. Ha suonato ieri a Varsavia, al festival Warsaw Summer Jazz Days, presentando il suo progetto Ronin, in cui ha suonato con Kaspar Rast (batteria), Thomy Jordi (basso) e Sha (clarinetto basso). Avendo avuto la possibilità di intervistarlo gli ho fatto qualche domanda sulla sua particolare visione della musica. Qui sotto trovate il video con l’intervista e alcuni momenti del concerto.

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Gli SBB inaugurano il Warsaw Summer Jazz Days a Varsavia (senza Michał Urbaniak, ricoverato in ospedale).

Gli SBB (acronimo di Silesian Blues Band), sono un gruppo polacco di rock progressivo molto famoso in Polonia negli anni ’70. Dopo una serie di scioglimenti e di cambi nella formazione del gruppo, sono tornati a suonare regolarmente dal 2000, e ieri sera hanno aperto il festival Warsaw Summer Jazz Days a Varsavia, suonando al Soho Factory, un ex complesso industriale recuperato come spazio per l’arte e il design.

Insieme al gruppo avrebbe dovuto esibirsi anche Michał Urbaniak, grande violinista e sassofonista jazz, che però ha dovuto annullare il concerto a causa di una grave bronchite che lo ha costretto a un ricovero in ospedale. Le sue condizioni di salute sembrano comunque migliorare e presto dovrebbe essere dimesso dall’ospedale, dopodiché – dopo un periodo di riposo – potrà riprendere la sua attività musicale.

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