Le analisi musicali di Stefano Zenni

Durante i miei “anni bolognesi” ho frequentato per un po’ di tempo, parallelamente ai miei studi universitari al DAMS, l’associazione “Il Paese degli Specchi” di San Lazzaro di Savena. Uno dei corsi che seguivo era quello di armonia jazz tenuto da Stefano Zenni, probabilmente il miglior musicologo jazz in Italia. Beh, recentemente ho scoperto che Stefano (ri)pubblica su dacapoalfine.it una serie interessantissima di podcast in cui analizza le opere di alcuni dei più grandi maestri musicali del secolo scorso, con un occhio di riguardo, ovviamente, al jazz. Le sue analisi musicali sono quanto di più approfondito si possa pensare, ma allo stesso tempo riescono a coinvolgere l’ascoltatore attraverso la seduzione intellettuale di un pensiero brillante sulla musica. L’approccio non è cattedratico, insomma, ma decisamente informale, pur nel rispetto del massimo rigore accademico. Ascoltatelo, ne vale la pena!

P.S. – Come giustamente mi hanno fatto notare Stefano e Marco nei loro commenti (grazie!), i podcast sono prodotti per la EdT a nome SIdMA, mentre Da Capo al Fine ne cura la realizzazione tecnica. Diamo a Cesare quel che è di Cesare.

7 pensieri su “Le analisi musicali di Stefano Zenni

  1. Marco

    Grazie Filippo, sono contento che tu segua Da Capo al Fine e, nella fattispecie, il lavoro di Stefano Zenni. Desidero segnalarti che la serie Jazz Podcast, in realtà, Stefano la produce per EDT (www.edt.it). Noi di Da Capo al Fine ne curiamo la parte tecnica (registrazione, editing ecc.) e segnaliamo di volta in volta la pubblicazione dei suoi lavori. I lavori che Stefano ha realizzato specificamente per Da Capo al Fine riguardano invece il tango argentino, la figura di Astor Piazzolla e anche un approfondimento inerente alle differenze tra la cosiddetta musica colta e quella popolare. Grazie, a presto. Ciao.

  2. Stefano Zenni

    Ciao Filippo! Grazie per la bella segnalazione, sono un po’ imbarazzto per i complimenti ma mi fa piacere che segnali i podcast. Sono parte di un lavoro didattico a cui tengo molto. Ci tengo anche a ricordare che il lavoro è fatto per la EdT a nome SIdMA (www.sidma.it).
    A presto!
    Stefano

  3. ciao

    ma ke kosa scrivi musica leggera …eccc ma mi spieghi ke kavolo di blog e questo!!!!!?????ciaoooo spero ke mi spiegheraiiiiii!!!!!

  4. ciao

    a scusa mi dispiace di questo commento ma nn sono appasiona ta di musica anke se suono il violino da 5 anni!!!!

  5. sararirra

    Ciao Amicone!
    volevo mandarti un salutino(salve salvino!) e chiederti: ma chi è ‘sta Stefania? E’ svalvolata proprio la poveretta!…vabbè…un consiglio:cambia la foto della home page!Bacioni!!!

  6. Filippo

    Ciao Sara, che piacere vedere un tuo commento sul blog! Non ti piace la foto nella home page? Oddio! Quella è una delle foto a cui sono più affezionato, visto che è stata scattata durante una delle tante notti “maluche” in Portogallo, dopo un concerto, in clima decisamente festaiolo… Io da lì non la tocco 🙂 !
    Ne approfitto per salutare Stefania, che non conosco ma presumo sia piuttosto giovane 🙂 . Per rispondere alla sua domanda, dico solo che la musica leggera può avere una pesantezza che ad un primo approccio può sfuggire… ma qui si va molto sul filosofico, e nel frattempo le ciliege maturano, l’euro è in salita e i ciccioni gozzovigliano.
    (Non chiedetemi il senso dell’ultima frase, perché non lo so neanch’io. Diciamo che c’è un po’ di follia nell’aria e l’ho respirata tutta…)

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