L'arte dell'incontro è come un pianoforte in alto mare…

Sono passate le tre di notte, in cuffia ho la musica e le parole di “Aguaplano” di Paolo Conte, con tutta la suggestione esotica che quella canzone evoca, e mi trovo a pensare come sia strano che a volte gli incontri che sembrano essere passeggeri ritornino inaspettatamente nello scorrere della vita.
Voglio dire: la città in cui ora vivo, Varsavia, è una città con un milione e settecentomila abitanti, ed io ho appena incontrato casualmente un ragazzo italiano che avevo già conosciuto quando ero venuto qui a marzo come semplice turista, quando non avevo la più pallida idea che nel giro di pochi mesi sarei tornato per motivi di lavoro. Ora, dicevo, sono appena rincasato da una serata danzereccia passata all’Underground, dove per capriccio della fatalità ho incontrato nuovamente Leonardo, e questo fatto che le vicende personali di ognuno di noi si possano incrociare in modo apparentemente inspiegabile è assolutamente affascinante e mi lascia una sensazione di fiducia verso il futuro: è come sapere che c’è un filo invisibile che lega le storie di tutti noi, e che forse c’è anche un senso, per quanto misterioso e nascosto.
Intanto Paolo Conte nella sua canzone parla di un aeroplano che sorvola a bassa quota un mare su cui luccica un pianoforte da concerto:

“Ne sono certo:
è proprio un pianoforte da concerto
dal suono avuto dal mistero
un pianoforte a coda lunga, nero.

Certo c’è stata
laggiù una storia molto complicata…
ci va una bella forza per lanciare
un piano a coda lunga in alto mare…”

Cosa ci fa un pianoforte da concerto in alto mare? Certamente è una storia molto complicata, misteriosa e affascinate come l’arte dell’incontro…

3 pensieri su “L'arte dell'incontro è come un pianoforte in alto mare…

  1. francesca

    “la vita è l’arte dell’incontro” è la frase di Vinicius de Moraes ormai divenuta famosa in bocca a Claudio Baglioni.
    Ogni giorno ci incontriamo,ci scontriamo e il più delle volte non ci guardiamo neanche negli occhi; a volte ,invece,ci capita di incontrare qualcuno così per caso e di sorprenderci a guardarlo e magari a voltarci indietro per riguardarlo o seguirlo con gli occhi,finchè sparisce dalla ns vista;cosa è accaduto in quel preciso istante? Semplice curiosità o il destino vuol porre la ns attenzione su qualcosa?Questo è il mistero che si cela dietro ad ogni forma di avvicinamento ad una persona piuttosto che ad un’altra al perchè di una persona debba piacerci l’odore e di quell’altra il colore e ancora di una persona la simpatia e dell’altra la forma fisica e così all’infinito; sono tante le cose,i motivi che portano ad incontrarsi e purtroppo è soltanto una la causa degli scontri :la “paura delle differenze che non fa superare le diffidenze”. anche queste parole appartengono al maestro Claudio Baglioni o da lui sono solo state riportate comunque ciò che conta non è chi l’abbia dette ma che non debbano essere più ripetute,perchè il giorno in cui questo avverrà allora potremo dire di essere uomini in un mondo di uomini.
    L’arte dell’incontro possiamo paragonarla ai tasti bianchi e neri di un pianoforte, a coda oppure o no ,perchè così come posson convivere i tasti di un pianoforte,anche uomini diversi posson convivere tra di loro ;un pianoforte in alto mare signi fica che ancora forse siamo lontani dal capire quali siano le misteriose ragioni che portano ad incontrarsi piuttosto he a scontrarsi perchè è più facile farsi la guerra che dichiarare la pace
    francesca

  2. Giuliio

    Sai, molte volte riflettendo sulle tue vicende di vita, lavorare e vivere per un periodo in Portogallo, a Francoforte, ora in Polonia, poi Ezio, anche lui tra francia, italia, repubblica ceca, gli amici che incontri in posti diversi, sempre gli stessi gli amici, diversi i posti, i colori, i profumi; Questo mi fa pensare che … Noi, chi come me che vive da sempre nello stesso posto, sicuramente popoliamo l’Europa, mentre Voi, tu ed altri , con tutte le tribolazioni; Voi abitate in Europa !! Siete il nuovo popolo nomade del nosto continente, comunque i realizzatori di una nuova avventura di vita, di un nuovo modo di esistere.

  3. aida

    Caro Gaggini,
    lessi ed ascoltai tempo fa la tua recensione de “Le ragazze dell’est” e…e mi piacque così tanto che prima o poi mi piacerebbe avere le tue parole anche attorno a qualche mia canzone! Ma lo sai che lo scorso anno a Lampedusa, ospite di Claudio Baglioni ad O Scià, in un ns. duetto di canzoni sue e mie, dalle ns. lontane “cantine musicali” aid oggi, inserii nel meedley, accanto alla mia “Fiori di carta”, dedicata alle ragazze di provincia…, cantai una mia versione unplugged de “Le ragazze dell’est”? Nella pagina video del mio sito puoi ascoltare uno spezzone di 8 minuti di quel duettare magico ed emozionante! Se mi farai avere un tuo indirizzo, felice di regalarti l’ultimo mio cd-live “Aida Banda Flores” ove ho coinvolto le bande di paese. Ti auguro tempi di Gioie. Baci di sole nella pioggia. Aida Satta Flores http://www.aidasattaflores.it

Rispondi