Intervista a Luis Bacalov

Luis Bacalov - Matera 29/07/08.jpg Lo scorso luglio ho avuto l’onore di intervistare Luis Bacalov (Premio Oscar per la colonna sonora del film “Il Postino” di Massimo Troisi): l’incontro è avvenuto al termine di uno splendido concerto che il Maestro ha tenuto a Matera nell’ambito del Festival Duni, dirigendo l’Orchestra  ICO della Magna Grecia ed esibendosi come pianista. Nel podcast che segue è possibile ascoltare la discussione che si è soffermata sulle problematiche connesse alla professione del compositore di colonne sonore, mentre chi lo preferisce può leggere la trascrizione dell’intervista.

[display_podcast]

In che modo si sviluppa la musica quando lei ha un film da musicare? Come avviene il processo di composizione per un film?

Come avviene in generale non lo so: io so come lavoro io. Nel caso – sempre più frequente, oltretutto – che io abbia la possibilità di leggere la sceneggiatura, fa anche piacere leggerla, capire un po’ la situazione, la storia… però io non lavoro sulla sceneggiatura. Preferisco, da molti anni a questa parte, lavorare sul primo montaggio di un film. La sceneggiatura provoca in me – e credo in tutti – delle visioni, delle interpretazioni, dei sentimenti che sono miei, non del regista, degli attori, ecc. Viene fuori che il film sarà una cosa diversa da quello che io immagino. Ora, io sono particolarmente sensibile al tipo di montaggio, alla luce, all’interpretazione degli attori, oltre che alla storia e a come si racconta una storia. Dunque, questa è la ragione per la quale io lavoro sul filmato, su un primo montaggio anche se largo, anche se in generale quel montaggio sarà accorciato di qua e di là, cambiate addirittura le sequenze – questa va qua, invece questa va là – e oltretutto qualche volta ci sono anche dei tagli ad intere sequenze, per tanti motivi.

Il passo successivo è quello di discutere col regista. Io in qualche modo “pretendo” che il regista parli con me esaustivamente, non in termini di tecnica musicale, ma nei termini di ciò che lui si aspetta dalla musica: dove debba essere scritta della musica, se ha qualche cosa che gli balena in testa… Questo per evitare, dopo, di non avere una relazione di tipo dialettico fra lui e me, nel senso che io posso non essere d’accordo per certe cose, altre volte essere in disaccordo anche profondo, ma a questo punto io rinuncio, e soprattutto rinuncio alla scrittura musicale di un film quando il regista mi dice: “sa, io non ci capisco niente di musica, faccia lei che a me sta tutto bene, lei è un professionista, io sono mezzo sordo…”. La verità è che le due volte che io ho accettato di lavorare in queste condizioni sono state disastrose, perché le due volte ho trovato delle persone molto arroganti, che prima dicono di non capire niente, e dopo non gli va bene niente. Dunque, effettivamente dopo si capisce che sono veramente sordi, e l’arroganza è un metodo di difesa dovuta all’ignoranza stessa. Questi sono i capisaldi del mio metodo di lavoro.

C’è un secondo momento in cui, prima di orchestrare e di andare in sala di registrazione, io chiamo il regista e gli faccio sentire, anche al pianoforte, i temi principali, le idee principali, ecc. In generale il regista si trova d’accordo, però qualche volta succede che entra in crisi, perché lui pensava che la musica doveva essere… [qualcosa di diverso, ndr]. In quel caso io preferisco rinunciare: ripensare la musica di un film provando a smontare quello che ho pensato e a rimontare quello che dovrei è un lavoro che ho fatto qualche volta, quando ero molto più giovane, ma che adesso non voglio fare più.

Però non è che questo provoca in me frustrazione o angoscia, né una specie di rabbia o di senso di impotenza, oppure di superiorità, rispetto al regista. Io considero che il regista è la persona più importante del film, quello che si porta tutte le rogne, tutte le situazioni, ecc. Dunque, rispettandolo, gli dico le mie ragioni, che sono quelle che io le ho detto, cioè che per me è molto complicato fare tabula rasa di quello che ho pensato. Ci sono dei registi intelligenti che capiscono questa cosa; ci sono degli ignoranti e degli arroganti che in qualche modo pretenderebbero che il sottoscritto sia al loro servizio.

Ora, io non sono mai al servizio di un regista: io sono al servizio del film, che è tutta un’altra cosa. Che il regista abbia diretto quel film non vuol dire che io lavoro per il regista, dunque il concetto generale è che per me l’opera non è il regista, è il film. Dunque, una visione che qualche volta sembra paradossale in un sistema produttivo dove sembra che il regista sia il deus ex machina. Non è vero: il regista senza lo sceneggiatore, senza il costumista, senza una buona sceneggiatura… Lui è il coordinatore – con molte volte un grande talento, altre volte con meno – di tutta una serie di persone che confluiscono e che creano un’opera collettiva.

Che consiglio darebbe ad un giovane che volesse intraprendere la sua stessa carriera?

Innanzitutto molta determinazione: che non si faccia molte illusioni perché la situazione non è semplice. La produzione è limitata e la bravura qualche volta non basta, perché questo è un paese che purtroppo ha un grande difetto: il familismo. Dunque, se tu sei l’amico dell’amico dell’amico, magari ti va meglio per fare un certo tipo di film, o almeno entrare nel giro, rispetto ad uno che ha studiato, che ha talento, ma che non conosce nessuno. Però io penso che una persona che ha una buona formazione, idee e intelligenza e – ecco – anche il pizzico di fortuna di trovarsi nel momento giusto nel posto giusto, alla fine forse ce la fa. Uso la parola “forse” con un po’ di rimpianto, perché non è detto che così sia. Però sono le condizioni che vedo io per dire: “ci provo”. Dunque, buona conoscenza di chi ha scritto per il cinema, conoscenza di molti film, vedere che cosa hanno prodotto musicalmente quelli che hanno scritto musica prima di lui. Molta informazione, molta determinazione, e molto lavoro, ecco.

No comments yet.

Rispondi

Powered by WordPress. Designed by Woo Themes

Questo blog musicale fa parte del network paroledimusica.com

Featuring WPMU Bloglist Widget by YD WordPress Developer

Vai alla barra degli strumenti