Archive | Il mio Portogallo

Ballare le musiche dal mondo, al festival portoghese Andanças.

Quello che vorrei fare (e che prima o poi farò) nella vita è partecipare ad una edizione del festival Andanças, che si svolge ogni anno a Castelo de Vide, in Portogallo. Perché andare così lontano, vi chiederete? Per ballare tutto il giorno e tutta la notte musiche tradizionali provenienti da ogni parte del mondo, è ovvio! Questo festival ospita non solo concerti, ma tantissimi corsi collettivi dedicati alle varie danze del mondo e agli strumenti musicali tradizionali. Si tratta di una festa che dura sette giorni, la cui edizione di quest’anno si sta svolgendo proprio in questi giorni (è cominciata il 4 agosto e terminerà il 10).

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Incontri musicali inattesi tra Portogallo e Polonia: l’associazione culturale d’Orfeu e Octavia

Recentemente ho scritto un articolo per Whatyoulove.it, in cui parlo del rapporto tra viaggio e musica, e vi invito a leggerlo.

Qual è la cosa che più affascina di un viaggio? Personalmente, credo che sia il fatto di esporsi all’inatteso, alla possibilità cioè di incontrare casualmente persone che mai si sarebbero potute incontrare stando a casa, e che in qualche modo mettono in discussione le convinzioni acquisite o fanno vedere sotto una luce nuova le cose già note.

Nel corso dei miei viaggi all’estero ho incontrato moltissime persone straordinarie, ma limitandomi a raccontare gli incontri musicali più interessanti, due sono quelli che mi vengono in mente per primi: quello con i musicisti dell’associazione culturale d’Orfeu, in Portogallo, e quello con Octavia, una brava cantante che ho conosciuto in Polonia.

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Toques do Caramulo – “Retoques”

“Come dalle rocce granitiche della Serra di Caramulo sgorgano acque pure e cristalline, così dalle ugole e dalle fisarmoniche dei nostri cantanti e delle nostre cantanti sono nate le melodie che state per sentire”. Con queste parole (qui opportunamente tradotte dal portoghese) si apre l’album “Retoques” dei Toques do Caramulo, il gruppo di musica tradizionale portoghese di cui vorrei parlarvi oggi. Questa apertura dell’album, declamata dal cantate Luís Fernandes, è un omaggio al modo in cui lo zio Américo Fernandes – che fu direttore della “Orquestra Típica de Águeda” – introduceva le esibizioni dal vivo. Partendo da quel punto di riferimento, i Toques do Caramulo riprendono il repertorio della tradizione per spingersi ben oltre.

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Toques do Caramulo

toques_do_caramulo.jpg Durante la mia meravigliosa esperienza portoghese di due anni fa, un nuovo modo di concepire la musica si è imposto alla mia attenzione. Lontano da ogni logica commerciale, ho potuto scoprire – e vivere – un contesto in cui l’esperienza musicale viene vissuta con gioia profonda, in cui i musicisti instaurano un rapporto di dialogo continuo con il pubblico, che partecipa spesso manifestando questa gioia attraverso il ballo.
Nel nord del Portogallo – e precisamente nei dintorni di Aveiro, ad Águeda, dove io risiedevo – c’è un gruppo di musica tradizionale che è protagonista del contesto appena descritto, e che fa di ogni concerto una vera e propria festa. Il gruppo si chiama Toques do Caramulo, e se oggi ne parlo è perché ha da poco inaugurato la sua pagina su MySpace, da cui si possono ascoltare alcuni brani. Luís Fernandes e i suoi sanno come rinnovare l’attenzione per la tradizione, che trattano sempre con grande rispetto, attraverso interpretazioni ricche di brio e di ironia. Lo spirito del popolo portoghese trova in quella musica del nord una delle sue più vere espressioni, anche se in un modo assai diverso dal più conosciuto fado, tipico invece di Lisbona. Vi consiglio caldamente di ascoltarli, anche se il semplice ascolto può solo fare intuire l’atmosfera di festa che ogni volta sono capaci di creare dal vivo.
Per me, invece, la loro musica è un bellissimo ricordo del periodo trascorso come volontario nell’associazione culturale D’Orfeu; la colonna sonora di un periodo indimenticabile.

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Ritorno

Domani mattina si riparte per l’Italia. Uno strano senso di malinconia si sta facendo sentire, già qualche giorno, mescolandosi in modo curioso con la voglia di rivedere i miei amici più cari. Ciò che più ricorderò di questa meravigliosa esperienza sono i numerosi incontri con gli altri volontari provenienti da varie parti d’Europa. L’ombelico del mondo era lì, ogni volta, ad ogni festa.
Obrigado por todo. Até já!

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Bard'O

Le feste, qui, sono qualcosa di speciale. Ieri sera, dopo il seminario di D’Orfeu sul tema “Arte e educazione” ci siamo riuniti tutti (volontari, amici dell’associazione e relatori) nel Bard’O , ovvero il bar di D’Orfeu. Un ringraziamento per la serata davvero riuscita va fatto a Toni, il barista, per saper creare sempre la giusta “atmosfera” con litri e litri della sua favolosa sangria e con l’ottima selezione musicale. Con questi ingredienti nessuno riesce a trattenersi dal ballare, compreso me per cui le danze popolari sono un mistero bulgaro. Ma in serate come quella di ieri può anche capitare di sentirsi dire: “Sono felice di averti conosciuto, anche se non ti conosco bene”, e allora davvero un’esperienza come quella che sto vivendo qui, in Portogallo, assume un significato veramente speciale.
Grazie.

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Progetti…

“Sì, vabbè, ma tu che ci stai a fare esattamente in Portogallo?”, si chiederà qualcuno (o forse no?). D’accordo, sveliamo l’arcano. Finora non ne ho parlato un po’ per pudore, e un po’ per scaramanzia. Ora, però, posso cominciare a dire qualcosa, perché il mio progetto sta cominciando a prendere forma concretamente. Ciò su cui sto lavorando è uno scambio di musicisti tra l’Italia e il Portogallo. Sto invitando qui alcuni musicisti italiani (anche piuttosto famosi) per fare dei concerti e, soprattutto, per registrare un CD che verrà distribuito come allegato ad una rivista di jazz portoghese. Il direttore di questa rivista è venuto l’altro giorno a visitare l’associazione e lo studio di registrazione (sempre di D’Orfeu) ed rimasto molto soddisfatto. I musicisti ci stanno… e allora… MUSICA!

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Woody Allen

Ieri ero a Lisbona per assistere ad un concerto di Woody Allen che, come è noto, si trastulla spesso a suonare il clarinetto in una orchestrina dixieland. Niente male, devo dire. I musicisti erano bravi e lui, pur non essendo una cima, se la cavava abbastanza bene, usando spesso l’ironia di un suono assai ridicolo (un vibrato simile al verso di una papera) che riusciva a cavare fuori dal suo strumento. Al di là del concerto in sé, la cosa che mi ha stimolato è stata la possibilità di presentarmi come inviato per Drome, dunque con il privilegio giornalistico di potere eventualmente chiedere una intervista al grande cineasta. Ovviamente un personaggio del genere non è così facilmente avvicinabile, ma un sogno non costa nulla. Come era prevedibile, nonostante la presenza delle maggiori testate giornalistiche del Portogallo (era l’unica tappa nazionale), Woody Allen non ha concesso alcuna intervista. A nessuno. Eppure, un viaggio mentale può pagare tutti gli sforzi di uno fisico.

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