Archive | Il meglio di Parole di musica

Intervista a Danilo Rea – Varsavia, 7 luglio 2012

Danilo Rea è uno dei musicisti italiani che ammiro di più, e recentemente ho avuto il piacere di incontrarlo in occasione di un concerto che ha tenuto a Varsavia il 7 luglio insieme ad Ares Tavolazzi ed Ellade Bandini, nell’ambito della rassegna Jazz na Starówce. Qui sotto trovate il video dell’intervista, seguito dalla trascrizione del dialogo. Chi fosse interessato, può anche vedere la prima parte dell’intervista, in cui Danilo Rea parla della sua collaborazione a “Stelle di stelle”, di Claudio Baglioni.

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Walter Savelli – “Enarmonia” (recensione)

«Ciao a tutti! Oggi vorrei parlarvi del nuovo singolo di Walter Savelli. Walter Savelli, per chi non lo conoscesse, è un pianista conosciuto soprattutto per essere il pianista storico di Claudio Baglioni, però è anche un musicista indipendente: uno dei primi – se non addirittura il primo – ad aver pubblicato un brano su iTunes italiano. Recentemente ha pubblicato un nuovo singolo che si chiama “Enarmonia” e di cui vi parlerò adesso. Che cosa significa, intanto, enarmonia? Enarmonia è un termine strettamente musicale: per chi non conosce la musica diciamo che il termine enarmonia indica un’ambiguità musicale, cioè il fatto che una nota – ad esempio – possa assumere un significato diverso a seconda del contesto nel quale si trova, e questa particolarità è usata soprattutto per cambiare tonalità, ad esempio, in modo dolce. Insomma: senza creare traumi all’ascoltatore.

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Analisi musicale di “Mille giorni di te e di me”

Alcuni mesi fa ero impegnato nella promozione del mio libro su Oltre, e nel fare le presentazioni in pubblico parlavo non solo del libro e del disco di Baglioni in generale, ma mi addentravo anche nell’analisi di alcuni brani a mio parere più significativi. Uno di questi è indubbiamente Mille giorni di te e di me, che oltre ad essere il brano più conosciuto di Oltre è anche uno dei più noti in assoluto all’interno del repertorio di Baglioni.

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Toques do Caramulo – “Retoques”

“Come dalle rocce granitiche della Serra di Caramulo sgorgano acque pure e cristalline, così dalle ugole e dalle fisarmoniche dei nostri cantanti e delle nostre cantanti sono nate le melodie che state per sentire”. Con queste parole (qui opportunamente tradotte dal portoghese) si apre l’album “Retoques” dei Toques do Caramulo, il gruppo di musica tradizionale portoghese di cui vorrei parlarvi oggi. Questa apertura dell’album, declamata dal cantate Luís Fernandes, è un omaggio al modo in cui lo zio Américo Fernandes – che fu direttore della “Orquestra Típica de Águeda” – introduceva le esibizioni dal vivo. Partendo da quel punto di riferimento, i Toques do Caramulo riprendono il repertorio della tradizione per spingersi ben oltre.

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Giochi dimenticati

“Dimenticare le tensioni / assaporare le illusioni”… con queste parole cominciava una canzone che ho scritto un po’ di anni fa e che si chiama “Giochi dimenticati”. Mi sono sempre identificato molto nella dimensione creativa e giocosa della vita, al punto che scrivere una canzone intorno a questo tema è stata una cosa quasi ovvia. Era il 2004 quando mi ritrovai con la musica di questo brano già completata, ma senza un testo. L’occasione di completare il brano venne quando lo sceneggiatore Gianni Maragno mi chiese di scrivere una canzone sul soggetto per un cortometraggio a cui stava lavorando. Il film (che purtroppo non si è mai realizzato) si sarebbe dovuto chiamare “Giochi dimenticati” e la sceneggiatura parlava di un nonno che recuperava il suo rapporto con i nipotini insegnando loro i giochi di una volta, tutti basati sulle capacità manuali e su un maggiore uso della fantasia, rispetto ai videogiochi da cui i piccoli erano ormai dipendenti. Basandomi su questo soggetto ho scritto il testo che mancava alla mia canzone, che dunque ha finito per parlare della riscoperta della dimensione ludica da parte di un adulto. La bossa nova spensierata della musica sembrava sposarsi perfettamente a questo tema giocoso.

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La fama postuma di John Stump (e della sua insuonabile “Faerie’s aire and death waltz”).

John Stump

Le storie di musicisti “dannati” mi hanno sempre affascinato, così come quelle dei musicisti misconosciuti in vita e glorificati dopo la morte. Al secondo caso appartiene la storia che sto per raccontarvi. John Stump (1944 – 2006) è stato un musicista americano che, pur non avendo mai conosciuto la fama durante la sua vita, ha cominciato ad avere un’aura di genio dopo la morte, grazie soprattutto ad una sua composizione intitolata “Faerie’s aire and death waltz”. La particolarità di questo brano è tutta nella bizzarria dello spartito, che – anche a chi ha poca dimestichezza con la notazione musicale – appare più come musica per gli occhi che come musica per essere effettivamente suonata. Infatti, si tratta di una musica pressoché impossibile da eseguire, se non facendo ricorso ad ampie dosi di fantasia, visto che le notazioni sullo spartito fanno riferimento a cose come “inserimento di noccioline”, “come un dirigibile” o “liberazione dei pinguini”. Per avere un’idea più precisa di ciò di cui si sta parlando, basta dare un’occhiata direttamente allo spartito (cliccare per ingrandire).

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Tre servizi di self-publishing a confronto: Lulu.com, Youcanprint.it, Ilmiolibro.it.

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Sei un autore che ha scritto un libro e stai pensando di utilizzare un servizio di self-publishing? Allora forse questo articolo potrebbe interessarti: io sono appena passato da questa esperienza e ho deciso di raccontarla qui.

Il 30 dicembre 2010 ho pubblicato il mio primo libro, intitolato Oltre – Storia e analisi del capolavoro di Claudio Baglioni. Per pubblicarlo ho utilizzato con soddisfazione un servizio di self-publishing (detto anche book on demand o print on demand), che mi ha permesso di evitare di andare alla ricerca di un editore disposto ad investire sul mio progetto. Prima di lanciarmi in questa “impresa” ho confrontato i servizi disponibili, e dopo diverse ricerche ho trovato quello adatto a me. In questo articolo confronterò quelli che secondo me sono i tre principali servizi utilizzabili in Italia: Lulu.comYoucanprint.itIlmiolibro.it.

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Tok Tok Tok – Intervista a Tokunbo Akinro e Morten Klein

La dimensione intima del soul è quella che meglio si addice ai Tok Tok Tok, formazione tedesca composta da Tokunbo Akinro (voce), Morten Klein (batteria e sassofono), Christian Flohr (basso), e Jens Gebel (Fender Rhodes). Con questa premessa risulta dunque logico che il gruppo abbia mostrato di essere perfettamente a suo agio nell’atmosfera rilassata e familiare dello Uéffilo Jazz Club di Gioia del Colle (BA), dove lo scorso 6 marzo si è esibito riscuotendo grande entusiasmo da parte del pubblico.

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