Festival Internazionale del Giornalismo 2014 – quarta giornata

Dei tanti argomenti trattati ieri nella quarta giornata del Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia, quello del mercato dei libri su Amazon non poteva che interessarmi personalmente, avendone uno in distribuzione proprio attraverso quel canale. Nella conversazione che Luca Conti ha avuto con Russ Grandinetti (vice presidente di Kindle Content di Amazon) è emersa l’assoluta convinzione di Amazon che gli ebook domineranno il mercato dell’editoria, e non si tratta tanto di capire se accadrà, ma di capire quando. Chi ama il profumo della carta e l’esperienza fisica del libro, dovrà dunque farsene una ragione.

Una discussione interessante è stata quella sul tema della narrazione di storie in rete. A ben vedere, gli elementi di base della narrazione sono sempre quelli classici, ovvero la mancanza di qualcosa, e un antagonista che ne rende difficile l’ottenimento. Per realizzare una storia occorrono poi la verifica degli elementi e la capacità di mescolarli. La scelta di un punto di vista umano può inoltre rendere la storia più vera e quindi più efficace.

In tema di notizie, il discorso di Richards Gingras (direttore News and Social Products di Google) ha affrontato ad ampio raggio la questione della distribuzione delle stesse. Un’osservazione che mi ha molto colpito è stata quella sull’importanza spesso eccessiva che si dà alla homepage, considerato che in media solo il 25 per cento delle visite a un sito proviene da lì. Tenendo conto di questo dato, afferma Gingras, bisognerebbe curare molto di più le pagine che portano visitatori al sito, ovvero quelle dei contenuti.

Una discussione sul perché tanti giovani decidono di andare a vivere all’estero è stata il pretesto per promuovere il libro Italia yes, Italia no, di Caterina Soffici. Grazie alla presenza di Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it, la discussione si è presto spostata sul trattamento economico dei giornalisti, e una ragazza dal pubblico ha chiesto come mai in Italia i quotidiani non pubblichino mai annunci quando hanno bisogno di giornalisti. La risposta di Gomez, valida naturalmente per il suo giornale, è stata che loro vanno a pescare direttamente dalle scuole di giornalismo, per poi passare eventualmente alle università. Il quadro emerso, in generale, è ad ogni modo desolante e ha evidenziato – casomai ce ne fosse stato bisogno – che le strade per lavorare come giornalista sono strettissime.

In serata ho lasciato un attimo il festival per assistere ad una bellissima mostra fotografica di Steve McCurry intitolata Sensational Umbria. Già l’ingresso nell’ambiente in cui sono collocate le fotografie colpisce per la sua eccezionalità: una grande stanza completamente buia, illuminata solo dalle fotografie stesse, stampate su laste luminose poggiate a terra. Questo particolare accorgimento finisce con l’esaltare ancor di più i colori già di per sé vividi delle foto di McCurry, che fotografando tradizioni, volti, e paesaggi dell’Umbria ha reso uno splendido omaggio ad una terra che ha saputo offrirgli i migliori spunti.

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