Diventare famosi in Polonia. E in Italia?

C’è una cosa che dopo tanti anni che vivo in Polonia suscita ancora la mia meraviglia: la relativa facilità con cui qui si può diventare famosi. Non fraintendetemi: non dico che qui chiunque può diventare famoso, come in una sorta di grande fratello in cui persone senza alcun talento godono di improvvisa fama. Sto parlando invece di concrete possibilità che i giovani di talento qui hanno per far conoscere la loro arte.

Questo pensiero si materializza tutte le volte che qui accendo la TV (che non ho… dunque meglio dire: “quando per caso mi capita di vederla”) e vedo giovani cantanti o gruppi promuovere il loro primo CD. C’è un programma della mattina su TVN che si chiama Dzień Dobry TVN (un po’ l’equivalente del nostro Uno Mattina) in cui sono sempre ospitati giovani emergenti. A ben vedere, però, questi artisti non hanno necessariamente delle grandi case discografiche alle spalle, e magari sono addirittura autoprodotti. Eppure vanno in TV, su un importante canale nazionale, in un programma molto seguito.

Altro esempio: il terzo canale della radio nazionale, Radio Trójka, molto spesso produce o co-produce album di giovani artisti, mettendo a disposizione gli studi per effettuare le registrazioni. Facendo un giro nei negozi di dischi (quei pochi ancora rimasti) si vedono numerosi album con il bollino di Radio Trójka, che di solito corrisponde ad un bollino di qualità, visto che la selezione musicale di quel canale è molto buona.

Insomma, tutto questo per dire che qui in Polonia i grandi mezzi di comunicazione di massa non sono ad esclusivo appannaggio degli artisti appoggiati da grandi etichette discografiche. Forse non è tutto oro quello che luccica, ma la mia sensazione è questa.

Per quello che riguarda l’Italia, invece, come siamo messi? Maluccio, direi. Da noi le band fanno addirittura fatica a trovare dei posti in cui suonare, a meno che non siano delle cover band, ma soprattutto si possono soltanto sognare di avere un passaggio su qualche canale televisivo nazionale se non sono appoggiate da qualche grossa casa discografica o almeno da qualcuno molto ben agganciato. Quando in Italia mi capita di vedere i bambini in prima serata che cantano le canzoni degli anni Sessanta (anzi: dei favolosi anni Sessanta) mi vengono i brividi, e non certo per la commozione. Mi mettono angoscia, piuttosto. Già, perché non può essere che angosciante vedere il futuro del nostro Paese costretto a rimanere ancorato ad un passato che non vuole passare. Non se ne può più delle canzoni degli anni Sessanta! Perché costringono quei poveri bambini a cantare quelle canzoni che non appartengono loro? Soprattutto, chi decide cosa devono cantare? Penso che il vero problema in Italia sia questo: c’è qualcuno in alto – molto in alto, evidentemente – che ha deciso che le cose non devono cambiare. Mai. Le lobby di potere si esprimono anche attraverso i palinsesti televisivi, purtroppo segando le gambe in partenza a chi ha potenzialmente qualcosa di interessante da dire. O forse è proprio il libero pensiero, quello che fa paura a qualcuno?

One Response to Diventare famosi in Polonia. E in Italia?

  1. giulio 13 febbraio 2014 at 15:49 #

    Cosa invece relativamente facile in Italia: “diventare famosi senza alcun talento, anzi premiati per la mancanza di talento”. Ormai avere una buona cultura o del talento in italia sembra essere “pregiudizievole” 🙂 e il libero pensiero fa da sempre paura a tanti, siamo un pasese anzianofilo!!!!! Siamo, come giustamente hai detto, nelle mani di lobby. Maria de Filippi il marito della Tatangelo & co. per non parlare degli “sportivi” che giocano in serie A con 35 anni di età!

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