Copyright fino a 70 anni? Ma siamo matti?

Copyright

La durata del diritto d’autore per le opere musicali è stata estesa da 50 a 70 anni dalla data di creazione: ciò è quanto oggi ha deciso il Consiglio dell’Unione Europea. Insomma, con questa delibera gli autori di canzoni potranno godere dei diritti d’autore per più tempo.

“Bello, no?”, penserà qualcuno. Sarà. Però, è noto anche ad un bambino che i supporti fisici per la musica non li vuole più nessuno, a parte pochi affezionati. Il business tradizionale così come è stato portato avanti fino ad oggi dalle case discografiche si è rivelato fallimentare. Dunque? Che senso ha continuare a sviluppare un modello che fa acqua da tutte le parti? La gente vuole la musica gratis, e l’Unione Europea continua a supportare gli interessi dei grandi gruppi dell’industria discografica. Perché non regolamentare invece le licenze libere (copyleft) del Creative Commons, e sviluppare un sistema economico intorno a quelle, in modo da liberare gli artisti dalle prepotenze delle etichette discografiche e potersi gestire da soli, in totale libertà? Credo che sia giunto il tempo di incentivare il rapporto diretto tra gli artisti e i loro fan, senza intermediazioni. Con la licenza Creative Commons questo è possibile, senza troppe pratiche burocratiche, come avviene con il costoso copyright attuale. Ne beneficierebbero tutti: artisti e pubblico. Ci sarà modo di tornare presto su questo argomento, in un altro post che pubblicherò a breve.

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