Archive | giugno, 2014

I “Duetti per due violini” di Luciano Berio.

I ragazzi delle scuole musicali di Varsavia, al festival Ogrody Muzyczne.

Nel  corso degli anni ho assistito a numerosi saggi musicali, di quelli in cui studenti in una fascia d’età piuttosto bassa (fino ai primi anni dell’adolescenza, per intenderci) danno prova delle loro capacità artistiche di fronte ad un pubblico composto dalle famiglie degli alunni stessi. Generalmente, la noia è tanta e il repertorio non è da meno.

Ieri sera, invece, ho assistito a qualcosa di diverso, da questo punto di vista: studenti provenienti da varie scuole di musica di Varsavia hanno dato vita ad uno spettacolo interessante, nell’ambito del festival Ogrody Muzyczne. Ad avermi colpito è stato il repertorio, ovvero i Duetti per due violini di Luciano Berio: non esattamente la proposta musicale più orecchiabile e commerciale, insomma. I 34 duetti sono stati composti da Berio con una funzione pedagogica, e ognuno di essi è composto da una parte più difficile per l’insegnante e da una più semplice per l’alunno. Berio commentava con queste parole la motivazione per cui decise di scrivere queste composizioni:

read more

0

Sogno di una notte di mezza estate: il balletto con le musiche di Goran Bregović.

La danza moderna è stata la protagonista della seconda serata del festival Ogrody Muzyczne, ieri a Varsavia. Niente musica dunque (o almeno: non solo!), per lasciare spazio alle proiezioni su grande schermo di alcuni balletti della coreografa polacca Izadora Weiss per il Bałtycki Teatr Tańca di Danzica, di cui è direttrice.

La cosa interessante di questo festival è il suo programma estremamente vario, che pur nella diversità delle proposte artistiche riesce a interessare una fascia di pubblico ben definito.

read more

0

Le quattro stagioni di Vivaldi, ricomposte. Al Festival Ogrody Muzyczne di Varsavia

Ogrody muzyczne (Giardini musicali) è un festival cominciato ieri a Varsavia, che è dedicato in gran parte all’Italia (come il nome di ispirazione barocca può lasciare intuire).
La serata inaugurale ha proposto tre composizioni orchestrali contemporanee, eseguite dell’orchestra da camera della città di Tychy, sotto la direzione del Maestro Marek Moś.
Il concerto è stato aperto dalla prima esecuzione mondiale di Resurgence, del compositore e musicologo francese François-Bernard Mâche (presente in sala): si tratta di una composizione atonale in un solo movimento, che nei cinque minuti della sua durata ha riproposto frizzi e lazzi tipici delle avanguardie musicali novecentesche.
Sulla stessa linea è stata anche la composizione successiva, Four Seasons for Violin and String Ensemble, di Sukhi Kang, che ha visto l’ingresso in scena del bravissimo violinista Janusz Wawrowski. Sette movimenti di musica contemporanea, con tutte le dissonanze del caso.
Il pezzo forte della serata è stato però quello dopo la pausa, ovvero The Four Seasons Recomposed, di Max Richter: Le quattro stagioni di Vivaldi, ricomposte. Già, proprio così. Con un’operazione difficile e originale (ma anche – diciamolo – spudoratamente “commerciale”), Richter è riuscito a dare una veste nuova a uno dei pezzi più universalmente noti del repertorio classico. Il “giochino”, ben riuscito, ha fatto leva sull’alternanza delle melodie originali con altre composte per l’occasione, ma soprattutto sulle nuove orchestrazioni che, sostenendo le melodie originali, le facevano suonare come “diverse” pur essendo già note. Spesso, anziché ricorrere ai contrappunti presenti nell’orchestrazione vivaldiana, si faceva uso di tappeti armonici di chiaro stampo cinematografico, che rendevano in tal modo piů moderne queste melodie antiche.
Mi viene da dire che sia stata un’operazione a suo modo molto “rock”, coraggiosa e dunque meritevole di interesse, visto anche l’ottimo risultato artistico e l’entusiasmo suscitato nel pubblico (attempatissimo). Del resto, il direttore d’orchestra con la bandana mostrava di essere perfettamente a suo agio in una situazione così anomala per un concerto “classico”, che alla fin fine di classico aveva ben poco. Applausi dunque meritati, sia per la composizione che per l’ottima interpretazione del solista e dell’orchestra.
I concerti del festival Ogrody Muzyczne proseguiranno quasi quotidianamente fino al 19 luglio. Io sarò qui a raccontarli.

read more

0

Documentari su Miles Davis: “The Miles Davis Story” e “Miles ahead”.

Un emozionante ritratto di Miles Davis è quello che vi propongo oggi, attraverso il documentario The Miles Davis Story, diretto dal regista Mike Dibb per Channel 4. Il film, del 2001, è l’unico documentario autorizzato sulla vita e la musica del grandissimo trombettista che rivoluzionò diversi periodi storici del jazz.

Da appassionato della musica di Miles, e pur già sapendo della particolarità del suo carattere, sono rimasto a bocca aperta nell’ascoltare le testimonianze di familiari e musicisti a proposito del suo carattere spigoloso, di come riuscisse a tirar fuori il meglio dalle persone intorno a lui pur attraverso un’apparente scontrosità. Scegliere i migliori musicisti non sarebbe bastato: occorreva metterli in condizione di poter esprimere qualcosa che prima di quel momento non era stato ancora detto. Miles Davis era in un’ottica di costante ricerca musicale, anche nel caso in cui non sapesse con esattezza dove andare musicalmente (come durante la lavorazione di Bitches Brew), e questo aspetto è messo sempre in evidenza nelle interviste fatte ai musicisti che hanno collaborato con lui. Nel documentario compaiono tra gli altri Herbie Hancock, Dave Holland, Chick Corea, Marcus Miller, ovvero tutti grandissimi protagonisti del jazz di oggi che devono tantissimo al fatto di aver suonato stabilmente con Miles, che aveva un indubbio talento nello scoprire i migliori musicisti in circolazione.

read more

0

“Parole di musica” cerca blog musicali per fare network. Umbria Radio intervista Filippo Maria Caggiani.

Filippo Maria Caggiani intervistato da Chiara Colasanti – Fotografia di Epifania Lo Presti.

L’idea di trasformare il mio blog in un social network musicale ce l’ho da tanto tempo, ma solo lo scorso 31 aprile ne ho parlato per la prima volta in pubblico, al Festival Internazionale del Giornalismo, intervistato da Chiara Colasanti ai microfoni di Umbria Radio. Potete ascoltare l’intervista nel podcast qui sotto: se avete un blog musicale (o ne volete uno!) e vi interessa la mia proposta non esitate a contattarmi inviandomi un’email.

[powerpress]

Abbiamo il piacere di parlare con Filippo Maria Caggiani di Paroledimusica.com, un blog che da personale vuole diventare un network di blog, che siano già esistenti o che si vogliano unire ad esso. Poi ci faremo dire come contattarlo per gli interessati, ma facciamo parlare direttamente lui per una piccola presentazione.

read more

0

Quei mattacchioni dei Pomplamoose

Non finisco mai di stupirmi della creatività di questo meraviglioso duo composto da Jack Conte e Nataly Dawn, meglio noti come Pomplamoose. Ogni volta mi spiazzano con qualche trovata geniale, sia a livello musicale che a livello di realizzazione dei loro video. Come da prassi, finisce per essere così anche per le loro ultime produzioni, che hanno denominato sotto l’etichetta di Season 2 riferendosi al fatto che dopo un periodo di progetti individuali sono tornati a fare musica un po’ come ai vecchi tempi, ovvero sprizzando energia da tutti i pori in duo.

read more

0

Le canzoni ufficiali dei Campionati mondiali di calcio, dal 2014 al 1962

Oggi comincia il Campionato mondiale di calcio 2014 in Brasile, e l‘inevitabile martellamento mediatico che ne conseguirà ci esporrà – oltre che alle partite vere e proprie – anche all’ascolto infinito della canzone ufficiale We are one (Ola ola) di Pitbull (con Jennifer Lopez e Claudia Leitte). 

Ma quali sono state le canzoni o gli inni ufficiali delle edizioni passate dei campionati mondiali di calcio? Quante ve ne ricordate? Di seguito trovate la lista delle canzoni ufficiali della FIFA, con le annate dei mondiali, i titoli delle canzoni e gli interpreti, seguita da una playlist che ho compilato per voi.

read more

0

Diventare un giornalista di successo in un mondo senza lavoro

Se alla odierna crisi del giornalismo si aggiunge anche quella del mercato musicale, si potrà ben intuire come chi cerchi di diventare un giornalista musicale oggi si trovi un po’ nella stessa posizione di Don Chisciotte nella lotta contro i mulini a vento. Una follia.

Eppure c’è chi – come il sottoscritto – non abbandona il campo di battaglia e continua a galoppare instancabilmente verso il successivo mulino, già pronto all’inevitabile volo in aria che lo attende. La cosa positiva, quantomeno, è che con una lunga esperienza di cadute si impara anche a cadere e a rialzarsi. Nel dubbio di essere in preda ad una follia individuale, quest’anno sono andato al Festival Internazionale del Giornalismo, a Perugia, dove ho verificato di essere in buona compagnia. Insomma, quella di voler raccontare storie è una (buona) follia collettiva, in cui ognuno però deve fare i propri conti con un mercato in grande cambiamento.

read more

1

Powered by WordPress. Designed by Woo Themes

Questo blog musicale fa parte del network paroledimusica.com

Featuring WPMU Bloglist Widget by YD WordPress Developer

Vai alla barra degli strumenti