Archive | gennaio, 2014

Michał Wendeker, tra rock e canzone d’autore

Michał Wendeker (noto anche con lo pseudonimo – abbastanza impronunciabile, a dir la verità – di WNDKR) è un cantautore e chitarrista polacco che vale la pena tener d’occhio. Il suono della sua chitarra è quello del rock anni Settanta con venature di blues: un suono gagliardo che all’occorrenza sostiene anche atmosfere delicate, e proprio il fatto di essere in bilico tra rock e canzone d’autore costituisce l’originalità di questo musicista. Il suo ultimo EP si intitola Underdog ed è stato registrato in trio (con basso e batteria) negli studi di Radio Trójka, il terzo canale della radio pubblica polacca che spesso produce e promuove gli artisti nazionali più interessanti.

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Come diventare un giornalista musicale

Filippo Maria Caggiani
Giornalista musicale

Dunque avete deciso di voler vivere in mezzo alla musica dalla mattina alla sera scrivendo di musica? Se davvero avete il sacro fuoco del giornalismo musicale nelle vostre vene… beh, auguri! La professione del giornalista (e in particolar modo del giornalista musicale) non è certo nota per dare grandi soddisfazioni economiche, anzi. L’indubbio fascino che questa esercita induce molti aspiranti giornalisti a lavorare gratis – o quasi gratis – e quindi il mercato del lavoro in questo settore è saturo: un editore che dovesse scegliere un giornalista per la sua pubblicazione avrebbe a disposizione schiere di persone disposte a lavorare gratis pur di vedere la loro firma pubblicata in calce al loro articolo. Ne consegue che, potendo scegliere tra un giornalista disposto a scrivere gratis ed uno che chiede un compenso, l’editore opterà quasi sempre per il primo (a meno che il giornalista non sia una firma nota per cui valga pagare un prezzo).

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Torna a Surriento (da Varsavia)

Accade che in un sonnacchioso sabato mattina i vicini di casa tengano la televisione ad un volume più alto del solito. Normalmente è una cosa abbastanza seccante. Non una tragedia, ma una piccola scocciatura sì. Beh, questa mattina, però, la cosa mi ha fatto abbastanza piacere, visto che la TV polacca stamattina era abbastanza in vena. Infatti, stavano mandando una canzone che mi ha immediatamente colpito, e che un attimo dopo ho riconosciuto essere “Torna a Surriento”, nell’interpretazione di una voce femminile che sembrava essere genuinamente italiana (per quello che si potesse capire dalla trasmissione del suono attraverso il muro). Per un attimo, la mia vena malinconica da italiano emigrato in Polonia ha avuto il sopravvento e, pur non essendo delle parti di Sorrento (ma comunque del sud Italia) mi sono lasciato trasportare dall’enfasi melodica.
Ma poi il brano è finito, il presentatore televisivo ha ricominciato a parlare e la magia di un attimo è improvvisamente finita. Mi sa che Sorrento aspetterà ancora un po’: per ora continuo a rimanere a Varsavia.

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L’arte dell’improvvisazione radicale di Marc Ducret

Marc Ducret è un chitarrista francese noto soprattutto per via della sua collaborazione con il sassofonista Tim Berne. Ieri sera ho avuto il piacere di ascoltarlo al Pardon, To Tu a Varsavia, in un concerto in cui si è esibito da solo con la chitarra elettrica.

Il suo stile è a metà strada tra free jazz e musica d’avanguardia contemporanea, e soprattutto nei primi due brani in apertura di concerto si è sentita l’influenza di un certo tipo di musica colta che affonda le basi nell’atonalità. L’elemento ritmico ha prevalso per quasi tutta la serata su quello melodico-armonico, poiché i frammenti di scale incastonati gli uni con gli altri e suonati a folle velocità non erano in alcun modo riconducibili ad alcuna tonalità. Alla fine del secondo brano, Ducret ha commentato lo stesso spiegando che aveva cominciato suonando un pezzo suo, e che man mano era diventato qualcos’altro, giustificando in tal modo il suo piacere di suonare in solitaria con il fatto che ogni sera non sa mai cosa suonerà effettivamente.

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Intervista a Enrico Rava

Chi ha avuto modo di assistere al concerto che Enrico Rava ha tenuto lo scorso 4 gennaio alla Casa Cava a Matera, nell’ambito del festival BasiliJazz, si sarà certamente reso conto che oltre al talento indiscusso del grande trombettista protagonista della serata, anche quello dei giovani musicisti che suonavano con lui per l’occasione era di altissimo livello. Rava ha mantenuto per tutto il concerto un dialogo continuo con gli altri musicisti, nel segno di quell’interplay che ha nell’ascolto reciproco la base di un certo tipo di discorso musicale collettivo. E così Attilio Troiano (sax tenore), Vince Cristallo (chitarra), Giuseppe Venezia (contrabbasso) e Pasquale Fiore (batteria – in sostituzione dell’annunciato Greg Hutchinson, bloccato a New York per via del maltempo) hanno dato un’ottima prova confermata anche dalle parole di apprezzamento dello stesso Rava dal palco, in particolare per Troiano e Fiore.

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