Archive | giugno, 2011

Tre servizi di self-publishing a confronto: Lulu.com, Youcanprint.it, Ilmiolibro.it.

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Sei un autore che ha scritto un libro e stai pensando di utilizzare un servizio di self-publishing? Allora forse questo articolo potrebbe interessarti: io sono appena passato da questa esperienza e ho deciso di raccontarla qui.

Il 30 dicembre 2010 ho pubblicato il mio primo libro, intitolato Oltre – Storia e analisi del capolavoro di Claudio Baglioni. Per pubblicarlo ho utilizzato con soddisfazione un servizio di self-publishing (detto anche book on demand o print on demand), che mi ha permesso di evitare di andare alla ricerca di un editore disposto ad investire sul mio progetto. Prima di lanciarmi in questa “impresa” ho confrontato i servizi disponibili, e dopo diverse ricerche ho trovato quello adatto a me. In questo articolo confronterò quelli che secondo me sono i tre principali servizi utilizzabili in Italia: Lulu.comYoucanprint.itIlmiolibro.it.

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Ragnatela Folk Fest, a Matera.

Ragnatela Folk Fest

La prima edizione del Ragnatela Folk Fest, che come suggerisce il nome è un festival di musiche tradizionali, si terrà a Matera in Piazza San Giovanni il 30 giugno e il primo luglio, appena prima della festa in onore della Madonna della Bruna che si terrà il 2 luglio.

Il programma del festival prevede l’intervento di numerosi gruppi legati alle musiche del sud, che suoneranno a partire dalle ore 19 di ognuna delle due giornate. Questi i nomi dei gruppi: Sossio Banda, Sciamballà, TerraMia, Gli Amarimai, Terragnora, Karmagnola, Gruppo Folk Matera.

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La musica è finita (andate in pace).

Sarà poi vera questa storia che Vasco Rossi si ritira dalle scene, o quantomeno dai grandi tour? Mah! Ad ogni modo una cosa è certa: da diverso tempo il rocker emiliano mostrava un po’ di stanchezza. Ovvio dunque che in un momento di debolezza possa venire la tentazione di lasciar perdere la parte più fisicamente impegnativa del suo lavoro, ma un atteggiamento del genere non è più rock, è lento! In attesa che Vasco ci ripensi, e che la liturgia del rock (o di quel che ne rimane) vada avanti, consoliamoci con un’esibizione d’annata: “Albachiara”, nel trionfale concerto a San Siro del 1990.

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Nikka Costa – Pro Whoa!

Nikka Costa - Pro Whoa! E mentre Amy “Casa del vino” Winehouse si beve la sua carriera, oggi esce l’EP “Pro Whoa!” di Nikka Costa, una cantante che con la sua voce e la sua grinta fa impallidire la sua più celebre e alcolica collega. Mentre scrivo sto ascoltando il nuovo album: alla prima impressione non è niente male, anche se forse preferivo alcune sue cose del passato. Ma diamogli il tempo di farsi amare. Intanto, questo è uno dei video promozionali del nuovo EP.

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Giovanna Marini a Matera – Bella Ciao

Dopo il Canto delle mondine e il Lamento per la morte di Pasolini, pubblico oggi l’ultimo video dal concerto che il 23 aprile 2011 Giovanna Marini ha tenuto a Matera insieme al gruppo di allievi e docenti della Scuola Popolare di Musica di Testaccio di Roma e al coro dei Cantori Materani, entrambi diretti da Alessandra Barbato. Il video documenta la fine del concerto, in cui il pubblico si è unito agli artisti per intonare il più popolare dei canti dei partigiani: “Bella ciao”.

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Giovanna Marini a Matera – Lamento per la morte di Pasolini

Questo è il secondo video che ho realizzato in occasione del concerto di Giovanna Marini a Matera, il 23 aprile 2011 (il primo video era il canto delle mondine). Qui Giovanna Marini canta il Lamento per la morte di Pasolini, che lei compose di getto dopo aver appreso dell’uccisione del poeta. Il brano è stato introdotto dalla cantante con queste parole:

«Era il 1975 quando fu ucciso Pasolini, ed io ne ebbi un colpo tremendo. Pensai subito: “Questo paese è un paese malato, se riesce ad uccidere un poeta”. Non si può uccidere un poeta. Un paese che uccide un poeta è un paese che poi si ritrova a circondare di filo spinato una città come L’Aquila e lasciarla cadere pur di dare gli appalti ai suoi amici costruttori. Per esempio. E allora scrissi un pensiero. Alla fine di questo pensiero mi venne in mente un altro pensiero: io vengo dalla musica classica, e ho sempre Schubert in mente, Chopin, Listz… tutte cose di improvvisatori, perché poi loro improvvisavano, e allora mi venne subito da cantare una cosa, una prima frase che poi cambiai per non essere proprio una che piglia tranquillamente dagli altri. La cambiai un pochetto ma, insomma, quello è: un impromptu di Schubert in mi bemolle. Per dire: ragazzi miei, questo era il ’75. Ragazzi miei, che mi state a sentire, vorrei sapere perché mi state a sentire, mentre succedono queste cose: qua c’è da fare tanto! Ecco… lo cantavo con tono dimesso ed intimo, e per sempre lo cantai così, finché non arrivò tutta questa turba attorno a me (si riferisce al coro che le sta dietro. Ndr), a cui si è aggiunta un’altra torba di Bologna che si era formata, che cominciarono a cantarlo invece con spinta, con rabbia. E allora dissi: “Ma guarda guarda, hanno ragione!”. Non è affatto un coro intimo, un canto. No, è un inno. Così lo cantiamo, e vi faccio sentire quello che poi facciamo con il coro».

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Giovanna Marini a Matera – Canto delle mondine

Lo scorso 23 aprile Giovanna Marini è venuta a Matera insieme agli allievi e ai docenti della Scuola Popolare di Musica di Testaccio di Roma per un concerto con il coro dei Cantori Materani, diretti da Alessandra Barbato. La visita in Basilicata era motivata anche da finalità di studio, per raccogliere testimonianze orali della tradizione musicale lucana da conservare nel museo etnomusicologico che la cantante sta realizzando.

In occasione del concerto avevo con me la videocamera, e non mi sono fatto mancare la possibilità di documentare l’evento. Vi propongo quindi il primo di una serie di video che seguiranno nei prossimi giorni. Il brano di oggi è un canto delle mondine del 1906, introdotto da Giovanna Marini come un canto per celebrare la gioia di avere ottenuto l’orario di lavoro in forma scritta.

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Calzini perduti.

Calzini

Succede sempre quando vado di fretta: quando cerco i calzini corti, ecco che il cassetto trabocca di calzettoni invernali. D’inverno, invece, succede regolarmente il contrario: calzini corti ovunque. Piccoli inconvenienti che capitano quando qualcun altro (la mamma, già) si prende cura di lavare e sistemare la biancheria a posto. Quale sia poi questo posto… boh, a volte è un mistero! E poi ci sono sempre loro: i calzini spaiati! Questo capita anche nella vita da single, a dire il vero… Però una domanda di fondo in ogni caso rimane: “Dove vanno a finire?”. Evidentemente è una situazione abbastanza comune, se anche Vinicio Capossela ha deciso di dedicare una canzone a questo argomento. La canzone si intitola “Il paradiso dei calzini” (dall’album “Da solo”, del 2008), ed è un gioiellino. La perfetta consolazione per i problemi di calze spaiate, perdute chissà dove.

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