Archive | ottobre, 2007

Suzanne Vega a Varsavia: io c'ero!

Suzanne Vega.jpg Finalmente ho assistito ad un concerto di Suzanne Vega. Erano 20 (venti!) anni che aspettavo questo momento (nel frattempo ho fatto anche altre cose, però…).
Sono tornato a casa da poco dopo una meravigliosa serata, una di quelle che rimarranno a lungo nella memoria. Il concerto di Suzanne Vega, qui a Varsavia, è stato emozionante come pochi altri, in alcuni momenti mi sono addirittura commosso… Ora mi rendo conto di essere poco razionale, scusatemi, ma mi sembra bello fissare ora un’emozione che è stata intensa.
Il repertorio ha dato molto spazio all’ultimo album, che non amo in modo particolare, mentre i momenti più belli dello spettacolo, a mio avviso, sono stati quelli riservati alle canzoni più vecchie. In particolare, ho apprezzato maggiormente le sue canzoni più intime, come “Caramel”, “Gypsy”, o “Tom’s Diner” (quest’ultima riproposta a fine concerto anche nella famosa versione remix da discoteca), mentre l’arrangiamento più interessante è stato probabilmente quello di “Blood makes noise”, con la voce supportata solamente dal basso di Michael Visceglia (a proposito: che impressione rivederlo invecchiato di vent’anni rispetto a come me lo ricordavo nella foto del libretto di “Solitude Standing“…!). Al di là delle osservazioni puramente musicali, però, è stata una serata veramente emozionante, soprattutto per via della mia storia personale che per vari motivi mi ha impedito di assistere prima di oggi (o meglio… ieri, visto che è passata mezzanotte) ad un concerto di Suzanne Vega. Penso che a volte sia bello far sì che le cose si prendano il loro tempo, per poi assaporarle pienamente e con più gusto al momento giusto. Stasera, per me, è stato così.
A concludere in bellezza la serata c’è stato un evento simpatico: mi è capitata tra le mani la scaletta del concerto (leggermente diversa da ciò che hanno suonato – non c’è stata “Small blue thing”, peccato), consegnatami senza che l’avessi chiesta, e chissà perché, da qualcuno che stava sul palco, a concerto finito. Ho pensato che sarebbe stato carino farsi autografare il “reperto” da tutti i musicisti, oltre che da Suzanne. L’immagine è qui sotto, con la firma di Suzanne Vega in basso a destra. Ahh…!!! Soddisfazioni!

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La musica di Chopin al Parco Łazienki

Fréderic Chopin concert Penso che Frédéric Chopin sarebbe contento dei concerti che ogni settimana, da maggio a settembre, si tengono in suo onore al Parco Łazienki, a Varsavia, ai piedi del monumento a lui dedicato. Sarebbe contento perché il luogo, la situazione, il contesto in generale si addicono perfettamente all’atmosfera evocata dalle sue musiche, a quel Romanticismo di cui fu uno dei massimi rappresentanti.
La settimana scorsa ho fatto una passeggiata tra gli alberi di quello spendido parco, e all’ora del concerto una gran folla si è radunata intorno al monumento, seduta sulle panchine o sul prato. C’era anche chi si sdraiava, assaporando appieno un senso di leggerezza che era nell’aria, complice anche la meravigliosa giornata di sole.
La sensazione generale che ho avuto – a parte il piacere di essere lì, godendo sia della situazione che della bella musica – è stata quella di vivere un momento in cui la cultura viene usata per avvicinare le persone tra di loro attraverso un rappresentante importante dell’identità nazionale, a cui è stato giustamente dedicato un monumento imponente, in un punto importante della città.
Questo concetto, invece, in Italia sembra essere ancora del tutto estraneo, perché la cultura viene vista ancora come un lusso per pochi piuttosto che come una risorsa a disposizione di tutti.

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