Archive | luglio, 2007

Angela Semeraro vince il Festival di Castrocaro 2007

Angela Semeraro, 14 anni, è la vincitrice della cinquantesima edizione del Festival di Castrocaro, lo storico concorso canoro la cui finale è andata in onda ieri sera su RaiUno. Oltre al premio ufficiale del Festival, Angela ha vinto anche il trofeo speciale del settimanale ”Vip”, interpretando due brani di Edoardo Bennato, “L’isola che non c’è” e “Il gatto e la volpe”.
Angela e’ nata ad Ostuni (Brindisi) e da tre anni studia pianoforte, batteria e canto; ama jazz e gospel e le piacerebbe andare in America per studiare canto jazz ed esibirsi nei locali. Con questa vittoria, intanto, ha ottenuto la produzione del suo primo album, che sara’ curata dal patron del concorso Dino Vitola. Angela Semeraro verrà presentata alle selezioni per il prossimo Festival di Sanremo, insieme agli altri sette finalisti.

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Guida alla registrazione audio: consigli dal sito della BBC

Oggi vorrei semplicemente segnalare una sezione particolare all’interno dell’immenso sito della BBC, ovvero quella relativa alla guida alla registrazione audio. In questa guida viene fatta un’ottima panoramica di tutto ciò che occorre sapere sull’argomento: dalla registrazione casalinga a quella in studio, ma viene spiegato anche con quali scriteri scegliere i brani per un demo, fino ai consigli su come trovare un produttore. Il tutto, con la massima qualità della BBC. Basta solo armarsi di un po’ di pazienza per leggere i testi in inglese.

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Bruce Springsteen al lavoro per un nuovo album

Il nuovo album di Bruce Springsteen è in lavorazione, e le registrazioni procedono bene. Lo ha affermato la moglie del Boss, Patti Scialfa, che è a Roma per presentare il suo disco solista “Play it as it lays”, in uscita il 31 agosto 2007. Senza sbilanciarsi sulla data di uscita del nuovo album del marito, ancora top secret, Patti Scialfa ha detto: “Bruce sta finendo il nuovo album con la E Street Band e anch’io sto partecipando alle session, stanno andando molto bene”.
La scorsa settimana Fox News ha anticipato una possibile data di uscita dell’album per il “tardo autunno”. L’informatissimo sito Backstreets, la fonte più affidabile per quanto riguarda Bruce Springsteen, pur ricordando che non ci sono né date ufficiali né certezze, si sbilancia, invece, pronosticando il 2 ottobre come data più probabile per l’uscita dell’album.

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Affitta un artista tutto per te: dai Rolling Stones a Le Mani

Per quattro milioni di euro i Rolling Stones hanno suonato ad una festa privata della Deutsche Bank di fronte a 700 manager: è avvenuto lo scorso 12 luglio al Museo Nazionale d’Arte Catalana di Barcellona. Alla faccia dei veri fan, che si rodono il fegato, gli Stones si sono esibiti per circa ottanta minuti di fronte ad un pubblico sicuramente più composto di quello a cui sono abituati, pur togliendosi la soddisfazione – da buoni “maleducati” del rock – di fare commenti ironici sulla situazione. Mick Jagger non ha infatti esitato a dichiarare: “Chiaramente è un piacere stare qui con voi. La cosa più strana, poi, è che ci state pagando con le vostre gratifiche…”.
Una notizia simile (senza voler azzardare alcun tipo di paragone artistico) riguarda un gruppo italiano emergente, che sta avendo un certo successo soprattutto tra i più giovani. Sto parlando de Le Mani, band materana che, grazie ad un concorso organizzato da MTV ha suonato a casa di una fan. Video e foto dell’evento sono visibili sul sito di MTV.
Se vi piace il gruppo di Matera e vi siete persi la loro esibizione casalinga, andate pure a dare un’occhiata. A meno che, se proprio volete gli Stones, non abbiate quattro milioni di euro a portata… di mani!

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L'Album è morto! Lunga vita all'Album!

Anche se l’industria del disco sta rovinando nella più grave crisi della sua storia, un articolo dell’edizione online di Rolling Stone ha lanciato ieri una provocazione tra i suoi lettori. L’idea alla base dell’articolo è che la tanto proclamata morte dell’album inteso come progetto unitario dell’artista sia stata abbondantemente esagerata. Per sostenere le sue idee, l’autore dell’articolo Kevin O’Donnell si serve di alcuni esempi:

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Il blog di Gianni Togni

Non ho mai prestato grande attenzione alla produzione di Gianni Togni, né quando aveva grande successo durante gli anni ’80, né a maggior ragione ora che non gode più di molta considerazione da parte dei media. Dichiaro candidamente di non conoscere la sua produzione – se non giusto per alcuni dei suoi più grandi successi – e per quel pochissimo che ho potuto ascoltare delle sue nuove canzoni, attraverso i frammenti disponibili sul suo sito, posso dire che mi sembra che ci sia stata una certa evoluzione. Ammetto, comunque, di sapere ben poco di lui e della sua musica.
Dunque, perché ne parlo qui adesso? Il fatto è che attraverso imponderabili collegamenti da un sito all’altro sono finito sul suo blog, dove ho trovato una serie di post sui mali della discografia nei confronti della musica, degli ascoltatori e, sostanzialmente, di sé stessa. Il punto di vista di Gianni Togni e del suo staff è molto interessante e merita una segnalazione, perché racconta dall'”interno” tutto il marcio che c’é dietro ad una logica puramente commerciale di prodotti che, in realtà, sono (o dovrebbero essere) artistici. Basti pensare al decadimento della qualità, al rifiuto delle potenzalità di internet, al rapporto perverso con le radio per rendersi conto di come chi detiene il mercato della musica a livello globale (perché di major si sta parlando, sostanzialmente) non abbia fatto altro che impoverire oltre ogni limite l’arte musicale, pagandone alla fin fine le dolorose conseguenze.
L’autoproduzione è dunque l’unica strada percorribile per chi, come Gianni Togni, non vuole scendere a compromessi o è stato categorizzato a priori, per chissà quale oscuro motivo di marketing, come “non vendibile”. Coraggio!

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Intervista ai Tenores di Bitti "Mialinu Pira"

Ieri sera ho assistito ad un concerto dei Tenores di Bitti “Mialinu Pira”, che hanno eseguito con la tipica polivocalità del canto a tenore alcune musiche tradizionali della Sardegna, sia sacre che profane. Il concerto, organizzato dal Festival Duni e dalla Polifonica Materana “Pierluigi da Palestrina”, si è tenuto a Matera nel suggestivo chiostro de “Le Monacelle“.
Prima di invitarvi all’ascolto dell’intervista ai Tenores, vorrei fornire alcune informazioni su questo stile vocale così particolare facendo uso delle parole di un mio illustre maestro, l’etnomusicologo Roberto Leydi. A proposito del canto a tenore della Barbagia, ognuno dei quattro cantori che formano il complesso polivocale viene descritto per il suo ruolo: «Il primo di essi, sa boghe, […] declama e canta le sillabe con uno stile di emissione di voce “tremolato”, si tratta di una “declamazione sillabica”. […] Non appena l'”esposizione” del canto è terminata – e la sua durata è legata al testo verbale, al suo significato e all’emozione provata – il primo cantore tace e sulla sua ultima nota intervengono le altre tre voci. Di queste, la prima è di registro basso, ed il cantore è infatti definito su bassu: egli emette una voce di gola, rauca e cavernosa, dal timbro metallico, dal suono duro, continuo, una successione di note rapide e violente, che fa di base agli altri due cantori. Questi, sa mesa boghe e sa contra, emettono un’altra serie di suoni che si configurano in un rapporto armonico con la voce del su bassu, un rapporto di terza-quinta o di quarta-sesta. […] Le tre voci non ripetono nessuna parola declamata dalla boghe, ma fondano il loro blocco ritmico sulla scansione di alcune combinazioni sillabiche tradizionali: “ba-ri-llà”, “bim-ba-rà”, “bim-bo-rò”, ecc. Conclusasi questa parte ritmica, la voce sola riprende la sua declamazione sillabica, per essere nuovamente interrotta dalle tre voci, e così di seguito» (1).
Nell’intervista, anticipata e seguita da brevi esempi musicali, intervengono, nell’ordine: Omar Bandinu (bassu), Marco Serra (contra), Dino Ruiu (oche e mesu oche) e Bachisio Pira (oche e mesu oche). I nomi in dialetto delle voci sono leggermente diversi da quelli già citati perché Leydi si riferiva a quelli in uso ad Orgosolo.
Per l’ascolto del podcast, come di consueto, basta premere “play” sul lettore multimediale alla fine di questo testo.

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Maria Rita

In questi giorni sto ascoltando molta musica brasiliana, e in particolare una cantante che purtroppo in Italia non è molto conosciuta (dubito persino che sia distribuita), se non dagli appassionati del genere. Il suo nome è Maria Rita, è figlia della grande Elis Regina, ed è molto famosa in Brasile e nei paesi di lingua portoghese. Io l’ho scoperta appunto durante la mia permanenza in Portogallo, due anni fa, dove la musica brasiliana ha ovviamente grande seguito.
Maria Rita si inserisce nel filone della canzone d’autore brasiliana (interpretando, tra gli altri, brani di Milton Nascimento, Chico Buarque, e di suo padre Cesar Camargo Mariano), e veste le sue canzoni di arrangiamenti impeccabili suonati da ottimi musicisti. L’espressività della sua voce completa la magia della musica che ne esce fuori: una musica fresca, appassionatamente gioiosa.
Chi volesse approfondire la conoscenza di questa grande cantante può farlo agevolmente attraverso internet: suggerirei, per cominciare, una ricerca per “Maria Rita” su YouTube (sono imperdibili, a mio parere, “Muito pouco“, “A festa“, “Pagu” e il video, molto simpatico, di “Cara valente“). Se si vuole anche scaricare qualche mp3, lo si può fare dalle varie pagine a lei dedicate su MySpace (nessuna di queste sembra essere ufficiale, comunque vale la pena dare un’occhiata qui, qui, o qui), mentre tra i vari siti consiglierei MariaRitaMariano.net, perlomeno fino a quando il sito ufficiale non tornerà nuovamente disponibile; è in preparazione infatti la nuova versione, in vista dell’uscita ormai prossima del terzo album. Da acquistare purtroppo di importazione, magari online.

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