Archive | luglio, 2006

Prime settimane a Francoforte

Non è stato facile, all’inizio, trovare casa e mettersi un po’ tranquilli per godersi questa bella città, ma alla fine ce l’ho fatta: oggi ho completato tutte le faccende burocratiche per vivere e lavorare qui. Fino a quando non ho avuto un tetto mio sotto il quale dormire, sono stato ospite da alcuni meravigliosi amici conosciuti attraverso il sito www.hospitalityclub.org, che mi hanno offerto ospitalità a casa loro senza che mi conoscessero, semplicemente con una richiesta via internet. Grazie a Karin, Bianca e Thomas ho scoperto un mondo: la possibilità di viaggiare a costi bassissimi conoscendo allo stesso tempo un sacco di gente interessantissima e veramente disponibile (più di quanto ci si possa immaginare). Grazie, amici! Per quello che riguarda il lavoro, va tutto bene, si gioca per gran parte del giorno (wow!) e si correggono i testi per le versioni italiane. Ma, al di là di questo, c’è anche un bel team di lavoro, composto da ragazzi italiani, spagnoli e francesi, con cui spesso e volentieri si esce per una birra o un pic-nic. Una cosa sola mi turba di Francoforte: fino ad ora ho visto un solo negozio di dischi (CD). Tutto ciò è inquietante, ma approfondirò la questione…

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Nintendo arrivo…!

Beh, oggi ne ho fatta un’altra delle mie! Sto scrivendo questo post da un internet point nel centro di Francoforte. Oggi ho affrontato un colloquio di lavoro, l’ho superato (addirittura…) e dunque rimarrò qui fino alla fine di settembre. Lavorerò alla Nintendo, dove farò il correttore di bozze per le versioni italiane dei videogiochi, sia per i testi dei manuali che per quelli nel gioco vero e proprio. Se me lo avessero detto da piccolo sarei impazzito…

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Maurizio Pollini scrive al Ministro Rutelli

Riporto qui una lettera che importanti nomi della musica italiana hanno sottoscritto e inviato al Ministro della Cultura Francesco Rutelli. Mi sembra doveroso segnalarla, per contribuire a tenere alta l’attenzione sul grave problema dei finanziamenti sempre più risicati che vengono destinati alla cultura.

La Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi diffonde in allegato la lettera del pianista Maurizio Pollini e del violinista Salvatore Accardo, indirizzata al Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli e al Sottosegretario Elena Montecchi, riguardante la situazione della cultura musicale italiana.
Ci auguriamo che possa essere diffusa sulle pagine nazionali di tutte le testate, dando inizio a una proficua discussione sul tema della sempre più difficile situazione delle istituzioni musicali in Italia.

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L'importanza di un buon piano di comunicazione

In questi giorni sto seguendo per “La Gazzetta del Mezzogiorno” la prima edizione di un festival blues che si tiene a Matera, e che si chiama BluesOn Festival. Nonostante la validità del programma l’inizio non è stato dei più incoraggianti: la prima sera eravamo in quattro gatti. Quando succedono queste cose provo un certo senso di fastidio, soprattutto in virtù dello spreco di grandi mezzi messi in gioco (un palco ben attrezzato, uno spazio enorme a disposizione e un programma articolato nell’arco di una settimana). Da notare che il festival è stato realizzato senza il sostegno di alcuna istituzione (!), ma solo grazie al finanziamento di un grosso imprenditore locale, proprietario, tra l’altro, di una seguita TV della zona. Ora, qual è il punto verso cui voglio andare a parare? Semplicemente questo: non ha senso investire le grandi risorse di cui sopra se non si prevede un buon piano di comunicazione. Se si organizza un mega-evento, lo dovrà sapere anche l’eremita! Invece, al giorno inaugurale del festival, il programma dettagliato non ce l’aveva nemmeno il giornale per cui scrivo! Tutta la pubblicità era stata incanalata sulla TV privata di cui è proprietario il finanziatore della manifestazione. Tutto gratis, ovviamente. Si è scelto dunque di risparmiare sui costosi manifesti, pensando che la pubblicità su un potente mezzo come la televisione fosse sufficiente. Nulla di più sbagliato. Per un’occasione come questa la città avrebbe dovuto essere stata tappezzata di manifesti. Invece, una cattiva comunicazione ha vanificato tutti gli sforzi per realizzare un festival “importante”. Non si fa così. Proprio no.

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Le Sacre du Tympan – "Le retour!"

Da quando li ho scoperti al Terni in Jazz Fest#6 sto ascoltando il loro CD quasi incessantemente. Si chiamano Le Sacre du Tympan, sono francesi e formano una big band molto particolare. La cosa strana è che nonostante la loro musica sia inquietante, un po’ sinistra e per nulla accomodante, riescono a coinvolgere l’ascoltatore facendogli battere il piede a tempo con spensieratezza. Gli arrangiamenti e le soluzioni formali mescolano brillantemente elementi assai diversi, che vanno dal jazz alle colonne sonore western e dei telefilm anni ’70. A guidare il tutto c’è lo spirito eclettico del bassista Fred Pallem, che in questo CD ha affiancato ai brani originali la rilettura di alcune pagine del celebre compositore francese André Popp. Il risultato è una musica incalzante, potente e multicolore. Affascinante.

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