Archive | dicembre, 2005

Woody Allen

Ieri ero a Lisbona per assistere ad un concerto di Woody Allen che, come è noto, si trastulla spesso a suonare il clarinetto in una orchestrina dixieland. Niente male, devo dire. I musicisti erano bravi e lui, pur non essendo una cima, se la cavava abbastanza bene, usando spesso l’ironia di un suono assai ridicolo (un vibrato simile al verso di una papera) che riusciva a cavare fuori dal suo strumento. Al di là del concerto in sé, la cosa che mi ha stimolato è stata la possibilità di presentarmi come inviato per Drome, dunque con il privilegio giornalistico di potere eventualmente chiedere una intervista al grande cineasta. Ovviamente un personaggio del genere non è così facilmente avvicinabile, ma un sogno non costa nulla. Come era prevedibile, nonostante la presenza delle maggiori testate giornalistiche del Portogallo (era l’unica tappa nazionale), Woody Allen non ha concesso alcuna intervista. A nessuno. Eppure, un viaggio mentale può pagare tutti gli sforzi di uno fisico.

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"Feuzine"

Tra “fughe” culturali quasi quotidiane, feste, tante persone conosciute e qualche piccolo viaggio, questo primo mese in Portogallo è filato liscio come l’olio. A parte il freddo cronico che c’è in casa, tutto il resto è estremamente stimolante. In questi giorni, ad esempio, si sta cercando di mettere in piedi il giornalino di D’Orfeu (che avrà il nome di “Feuzine”), grazie principalmente all’impegno di Lea, che in associazione si occupa di grafica e del sito internet. L’idea di scrivere articoli in portoghese mi piace tantissimo, ed è un ottimo modo per esercitarsi con la lingua. Scriverò qualcosa sull’improvvisazione, in vista dei concerti di febbraio che saranno incentrati proprio su questo tema. Poi, chissà che non ci prenda gusto, a scrivere in una lingua straniera…

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Alimentazione

Vivere lontano da casa, condividendo un appartamento (una villa, nel mio caso) con altri ragazzi ha i suoi vantaggi per ciò che riguarda la libertà, ma ha anche diversi aspetti meno allettanti. Già lo sapevo per aver vissuto per tanto tempo da solo a Bologna, ma ieri questa terribile verità si è ripresentata in tutta la sua evidenza nei momenti cruciali del pranzo e della cena.
Preso dalla voglia di un bel piatto di wurstel e patate, mi sono messo al lavoro e dopo aver preparato il tutto (con porzioni assai generose per me e i miei poveri coinquilini) ho messo il tegame nel forno. Mia madre mi ha insegnato che bastano circa venti minuti/mezz’ora perché tutto sia pronto… Macchè! Dopo tre quarti d’ora le patate erano ancora crude. Eppure non si poteva aspettare più, perché da lì a poco c’era l’incontro di animazione per i ragazzi portatori di handicap di Cerciag (una cooperativa di educazione e riabilitazione). Beh, per non rimanere a digiuno abbiamo avuto il coraggio (ce ne voleva…) di mangiarle comunque. La sera, a cena, abbiamo avuto ospiti. Le ragazze hanno preparato delle zucchine ripiene, sempre al forno… con l’aggiunta delle patate avanzate a pranzo! Misteriosamente dopo pochi minuti tutti si sono alzati dalla tavola.
Comunque, siamo giunti alla conclusione che il forno, evidentemente, ha dei problemi. Oggi, a pranzo, erano avanzate ancora delle zucchine, che la pigrizia di preparare qualcos’altro ci ha fatto mangiare comunque. Però, alla fine, io e il mio amico Gaetano siamo scappati in pasticceria a rincuorarci con delle pastel de nata (tipici dolci portoghesi alla crema). Ma che tristezza!

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Lisbona

Sono tornato ieri da una prima visita a Lisbona: quattro giorni bastano appena per avere una prima idea della città, dunque voglio visitarla nuovamente. C’è qualcosa che ricorda Roma e, in generale, le grandi città del sud. Trafficata, caotica, un po’ sporca ma anche estremamente viva e colorata. Mi ha solo un po’ deluso Bairro Alto, il quartiere notturno. I locali sono abbastanza poveri se non addirittura squallidi (in alcuni casi). Incredibile a dirsi, ma da questo punto di vista Matera batte Lisbona (se non in quantità, almeno in qualità). Per il resto, la città è splendida.

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